
La valutazione dei titoli in bilancio rappresenta uno dei passaggi più delicati nella gestione degli investimenti aziendali. Alla chiusura dell’esercizio non è infatti sufficiente conoscere quali titoli sono presenti in portafoglio e il relativo valore: occorre verificarne la corretta classificazione, applicare i criteri di valutazione previsti, rilevare eventuali rettifiche e assicurare la coerenza tra portafoglio finanziario e contabilità.
Nel 2026 il tema assume inoltre una particolare rilevanza. La Legge di Bilancio n.199 del 30 dicembre 2025 ha previsto, per gli esercizi 2025 e 2026, una specifica facoltà relativa alla valutazione dei titoli iscritti nell’attivo circolante. A maggio 2026, l’Organismo Italiano di Contabilità ha pubblicato il Documento Interpretativo n. 12, dedicato proprio agli aspetti contabili di questa disciplina.
Vediamo quindi quali sono i principali criteri di valutazione dei titoli in bilancio nel 2026, quali aspetti considerare nelle scritture contabili e quali controlli effettuare in sede di chiusura.
Valutazione dei titoli in bilancio: da dove partire
Prima di procedere alla valutazione è necessario individuare la corretta classificazione dei titoli detenuti dall’impresa.
Per i titoli di debito, il riferimento contabile nazionale è l’OIC 20, che distingue tra titoli immobilizzati e titoli non immobilizzati e disciplina, tra gli altri aspetti, la rilevazione iniziale, le valutazioni successive, le eventuali perdite di valore e i ripristini.
La distinzione è fondamentale perché determina anche i criteri da applicare in sede di valutazione.
I titoli immobilizzati sono destinati a permanere durevolmente nel patrimonio aziendale e vengono iscritti tra le immobilizzazioni finanziarie. I titoli non immobilizzati, invece, sono quelli non destinati a essere detenuti durevolmente e trovano collocazione nell’attivo circolante.
Prima della chiusura di bilancio diventa quindi essenziale verificare che la classificazione attribuita ai singoli titoli sia coerente con la loro effettiva destinazione all’interno del patrimonio aziendale.
Quali strumenti finanziari rientrano nella gestione del portafoglio?
Con il termine strumenti finanziari si fa riferimento a un insieme ampio di prodotti e attività finanziarie. Nell’ambito della gestione aziendale degli investimenti, il portafoglio può comprendere diverse tipologie di strumenti, come azioni, obbligazioni, titoli di Stato e quote di fondi. A seconda dello strumento detenuto e delle operazioni effettuate, cambiano sia le esigenze di monitoraggio finanziario sia quelle di natura contabile.
La presenza di strumenti differenti rende particolarmente importante disporre di una gestione strutturata del portafoglio. Per ogni posizione è infatti necessario mantenere sotto controllo informazioni come quantità, valore di carico, quotazioni, movimentazioni e flussi generati, oltre agli eventuali effetti contabili.
La gestione degli strumenti finanziari non si limita quindi alla registrazione di acquisti e vendite, ma comprende l’intero ciclo di vita dell’investimento: dall’ingresso nel portafoglio al monitoraggio nel tempo, fino alla vendita o al rimborso e alla relativa contabilizzazione.
È proprio questa varietà di informazioni a rendere strettamente collegate gestione finanziaria e gestione contabile dei titoli: due attività con finalità differenti, ma basate sullo stesso patrimonio di dati.
I criteri di valutazione dei titoli secondo l’OIC 20
Una volta individuata la corretta classificazione, è possibile procedere alla valutazione dei titoli secondo i criteri applicabili.
Per i titoli di debito immobilizzati, l’OIC 20 prevede in linea generale la valutazione secondo il criterio del costo ammortizzato, quando applicabile. Occorre inoltre considerare l’eventuale presenza di una perdita durevole di valore: in questo caso il valore contabile deve essere rettificato. Se successivamente vengono meno le ragioni che avevano determinato la svalutazione, il principio disciplina anche il relativo ripristino di valore.
Per i titoli di debito non immobilizzati, il principio contabile prevede invece specifici criteri legati al costo e al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato. Proprio su questa categoria interviene la disciplina prevista per gli esercizi 2025 e 2026.
La valutazione non è quindi un semplice aggiornamento delle quotazioni: richiede di mettere in relazione classificazione del titolo, valore contabile, dati di mercato e criteri previsti dalla normativa e dai principi contabili applicabili.
Valutazione dei titoli non immobilizzati: cosa prevede il 2026
Una delle principali questioni da considerare nel 2026 riguarda i titoli iscritti nell’attivo circolante.
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto, per gli esercizi 2025 e 2026, la facoltà per le imprese di valutare tali titoli in base al valore di iscrizione risultante dall’ultimo bilancio annuale regolarmente approvato, anziché al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere durevole. L’obiettivo della disposizione è evitare che oscillazioni dei mercati alla data di chiusura determinino necessariamente la svalutazione dei titoli interessati.
Per chiarirne l’applicazione, il 5 maggio 2026 l’OIC ha pubblicato il Documento Interpretativo n. 12. L’Organismo ha precisato che la disposizione non introduce novità tecnico-contabili rispetto alla disciplina straordinaria adottata a partire dal 2022, ma aggiorna il riferimento normativo rendendolo applicabile agli esercizi 2025 e 2026.
Un aspetto da non trascurare riguarda la nota integrativa: l’OIC richiede di indicare l’effetto prodotto dall’applicazione di questa facoltà sul risultato dell’esercizio.
Per le aziende che gestiscono portafogli consistenti, diventa quindi ancora più importante poter ricostruire con precisione valori contabili, valori di mercato e differenze derivanti dai criteri adottati.
Svalutazione dei titoli dell’attivo circolante e deducibilità fiscale
Il trattamento contabile della svalutazione non esaurisce necessariamente le valutazioni da effettuare. Occorre infatti considerare separatamente anche il relativo trattamento fiscale e l’eventuale deducibilità della svalutazione dei titoli dell’attivo circolante, verificando la disciplina applicabile alla specifica fattispecie. La valutazione civilistica e quella fiscale devono quindi essere tenute distinte, anche ai fini della corretta determinazione del reddito imponibile.
Le scritture contabili legate alla gestione e valutazione dei titoli
La corretta gestione dei titoli non termina con la determinazione del loro valore. Le operazioni effettuate durante l’esercizio e le valutazioni eseguite alla chiusura devono trovare una rappresentazione coerente anche in contabilità.
Acquisti e vendite, interessi, rimborsi, differenze tra valore contabile e prezzo di cessione, svalutazioni e successivi ripristini possono generare registrazioni differenti.
Pensiamo, ad esempio, alla vendita di un titolo: oltre all’uscita dello strumento dal portafoglio, occorre rilevare contabilmente l’operazione e l’eventuale differenza rispetto al valore contabile. Analogamente, una svalutazione rilevata alla chiusura dell’esercizio deve essere correttamente riportata in contabilità.
L’OIC 20 disciplina inoltre aspetti specifici quali la rilevazione degli interessi, le perdite durevoli di valore e i relativi ripristini, distinguendo il trattamento in funzione della classificazione dei titoli.
È quindi importante che movimentazioni finanziarie e scritture contabili rimangano allineate, evitando che le informazioni vengano gestite attraverso archivi separati difficili da riconciliare.
Valutazione dei titoli a fine esercizio: quali controlli effettuare?
La chiusura di bilancio richiede una serie di verifiche che diventano progressivamente più complesse all’aumentare del numero di titoli e operazioni gestite.
Un primo controllo riguarda le giacenze: i titoli effettivamente presenti in portafoglio devono corrispondere a quelli risultanti dal sistema di gestione e dalla documentazione disponibile.
Occorre poi verificare la corretta classificazione tra immobilizzazioni finanziarie e attivo circolante e controllare i valori utilizzati per la valutazione, le quotazioni e le eventuali rettifiche effettuate.
Particolare attenzione deve essere riservata anche alla coerenza tra movimentazioni e contabilità. In pratica, in sede di chiusura è utile verificare almeno:
- consistenza e composizione delle giacenze;
- corretta classificazione dei titoli;
- valori di carico e criteri di valutazione applicati;
- quotazioni e valori di mercato utilizzati;
- acquisti, vendite e rimborsi avvenuti nell’esercizio;
- interessi e altri proventi di competenza;
- eventuali svalutazioni e ripristini di valore;
- corrispondenza tra dati del portafoglio e scritture contabili;
- informazioni da riportare in nota integrativa.
Un processo di controllo strutturato permette non solo di individuare eventuali anomalie, ma anche di ricostruire più facilmente i criteri e i dati utilizzati per arrivare ai valori finali.
Perché la gestione manuale può complicare la chiusura del bilancio
Quando un’azienda possiede pochi titoli e realizza un numero limitato di operazioni, alcune attività possono essere gestite attraverso fogli di calcolo e procedure manuali. La situazione cambia quando aumentano il numero degli strumenti, gli intermediari coinvolti e le movimentazioni.
Dati bancari, movimenti, giacenze, quotazioni, valori contabili e scritture possono infatti provenire da fonti differenti.
Il rischio è quello di moltiplicare le attività di inserimento e verifica: lo stesso dato viene riportato in più documenti, le operazioni devono essere riconciliate manualmente e, in prossimità della chiusura di bilancio, occorre controllare che tutte le informazioni siano effettivamente allineate.
Una gestione centralizzata del portafoglio titoli consente invece di creare continuità tra operatività finanziaria e contabilità, riducendo le duplicazioni e rendendo più immediati i controlli.
Automatizzare valutazione, scritture e controlli con Jobber
Per le aziende che gestiscono portafogli articolati, un software dedicato può semplificare sia l’operatività quotidiana sia le attività connesse alla chiusura di bilancio.
Jobber di Essedi Software consente di gestire e tracciare le movimentazioni di azioni, fondi e obbligazioni, mantenere lo storico delle operazioni e importare dati bancari. La piattaforma permette inoltre di valorizzare il portafoglio confrontandolo con i valori di mercato e di produrre report utili al controllo delle posizioni.
La componente finanziaria è collegata a quella contabile: Jobber supporta la contabilizzazione dei flussi, la generazione del libro giornale sezionale titoli con registrazioni in Dare e Avere e la simulazione della chiusura di bilancio, oltre alla possibilità di generare scritture contabili ed esportare flussi verso il gestionale utilizzato dall’azienda.
In questo modo movimentazioni, giacenze, valorizzazioni e dati contabili possono essere gestiti all’interno di un processo più strutturato, facilitando le verifiche necessarie prima della chiusura dell’esercizio.
Una gestione più efficiente dei titoli in vista del bilancio
La valutazione dei titoli in bilancio nel 2026 richiede di combinare competenze contabili, informazioni finanziarie aggiornate e un controllo puntuale dei dati.
Dalla corretta classificazione dei titoli alla scelta e applicazione dei criteri di valutazione, fino alle scritture contabili e alle verifiche di fine esercizio, ogni fase deve essere supportata da informazioni coerenti e facilmente ricostruibili.
La disciplina applicabile agli esercizi 2025 e 2026 rende inoltre particolarmente importante mantenere sotto controllo il rapporto tra valore di iscrizione e andamento del mercato e documentare correttamente le scelte effettuate, compresa l’informativa richiesta in nota integrativa quando si ricorre alla facoltà prevista dalla normativa.
Jobber permette di riunire gestione finanziaria e contabile del portafoglio in un unico ambiente, semplificando movimentazioni, valorizzazioni, scritture e attività di chiusura. Scopri e richiedi una demo per approfondire le funzionalità dedicate alla gestione dei titoli.
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