Fmi: Lagarde, Italia rispetti regole Ue

“La nostra posizione sull’Italia è abbastanza ben conosciuta: di sicuro sosteniamo il consolidamento fiscale che deve essere d’aiuto alla crescita, a sostegno della crescita del Paese. E di sicuro consideriamo che i membri dell’Ue rispettino le regole alle quali si sono impegnati”. Così Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, rispondendo in conferenza stampa a una domanda se fosse preoccupata di un possibile “contagio” e sulla discussione in corso sulla legge di bilancio.

Usa e Cina, ha proseguito Lagarde, dovrebbero “disinnescare” la disputa commerciale e lavorare per “correggere le regole del commercio” piuttosto che romperle. Secondo il direttore generale del Fmi, finora non c’è stato il “contagio” di danni maggiori dai dazi imposti reciprocamente sui beni importati, ma il rischio è di “colpire spettatori innocenti”. Lagarde ha articolato il suo consiglio, parlando in conferenza stampa a margine dei lavori dell’assemblea annuale di Fmi/Banca mondiale, in tre parti: “disinnesca, risolvi e non romperlo”.

Le regole alla base dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) hanno avuto modo di affrontare le critiche mosse dagli Stati Uniti sulle politiche cinesi che puntano ad avvantaggiarsi delle tecnologie delle aziende straniere, mettendole in posizione di svantaggio, ma ha detto che il Wto ha bisogno di lavorare su questioni importanti come i sussidi. “Certamente speriamo che non ci si muova nelle direzioni della guerra commerciale o della guerra valutaria. Sarebbe dannoso in entrambi i casi per tutti”, ha concluso Lagarde.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/10/11/fmi-lagarde-italia-rispetti-regole-ue_92446a75-7fe4-4f70-b446-47b9c20ec31d.html

Fmi taglia stime pil Italia

L’Italia fanalino di coda di Eurolandia. Il pil del Belpaese cresce dell’1,2% nel 2018 e dell’1% nel 2019, in calo rispetto al +1,5% del 2017. E’ la crescita più bassa fra i Paesi dell’area euro, nonostante la revisione al ribasso delle stime per Germania e Francia. E’ quanto emerge dalle previsioni del Fmi contenute nel World Economic Outlook.
Quanto al tasso di disoccupazione il Fmi prevede in Italia un calo dall’11,3% del 2017 al 10,8% di quest’anno. Per il 2019 si attende il 10,5%.
Il debito pubblico è atteso in calo dal 131,8% del 2017 al 130,3% del pil quest’anno e al 128,7% del pil nel 2019, scendendo al 125,1% nel 2023. Il deficit è atteso scendere dal 2,3% del 2017 all’1,7% nel 2018 e nel 2019, per attestarsi al 2,2% nel 2023.

PRESERVARE RIFORME PENSIONI E LAVORO ”In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttivita’ del lavoro a livello aziendale”. Lo afferma il Fmi nel World Economic Outlook, invitando l’Italia a preservare la riforma Fornero.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/10/09/fmi-taglia-stime-pil-italia_fc9aafe9-fc92-4f75-a647-f4481f390588.html

Fmi: economia Italia rallenta, Pil 2018 si ferma a +1,2%

L’economia italiana rallenta: la crescita del Pil si ferma al +1,2% nel 2018 per poi scendere ulteriormente, inchiodandosi all’1,0% nel 2019. Il Fondo Monetario Internazionale rivede al ribasso le stime per il Belpaese, tagliandole di 0,3 punti percentuali per quest’anno e di 0,1 punti per il prossimo e mostrandosi più ‘pessimista’ rispetto all’Unione Europea, alla Banca d’Italia e anche all’Ufficio Parlamentare di Bilancio. La sforbiciata rispetto alle stime di aprile contenute nel World Economic Outlook è legata ”agli spread più ampi sui titoli di stato e alle più stringenti condizioni finanziarie in scia alla recente incertezza politica”. Condizioni che il Fondo si attende possano ”pesare sulla domanda interna” italiana.

La perdita di slancio della ripresa del Belpaese è certificata anche dall’Upb, che prevede un pil in crescita dell’1,3% nel 2018: osservando la tenuta dei consumi ma il calo di investimenti ed export, l’ufficio parlamentare di bilancio riporta un’occupazione in ripresa anche se l’area delle risorse sottoutilizzate è ancora ampia. Le previsioni dell’Upb sono in linea con quelle della Banca d’Italia, che stima per il 2018 una crescita dell’1,3 e per il 2019 un +1%, e della Commissione Ue che parla di una crescita dell’1,3% quest’anno e dell’1,1% il prossimo. Il rallentamento italiano – spiega il Fmi – si inserisce nel quadro della frenata di Eurolandia, incluse Germania e Francia. Dopo il +2,4% del 2017, il Pil dell’area euro e’ atteso ”gradualmente rallentare” al +2,2% quest’anno e all’1,9% il prossimo, ovvero 0,2 e 0,1 punti percentuali in meno rispetto ad aprile. Invariate invece le previsioni per gli Stati Uniti, al +2,9% nel 2018 2 al 2,7% nel 2019, il cui slancio continua grazie al taglio delle tasse da 1.500 miliardi di dollari di Donala Trump. Ma la volata americana è a rischio di una frenata: gli Usa sono ”vulnerabili” a una guerra commerciale globale, afferma il Fondo, vedendo nei dazi la maggiore minaccia alla crescita del mondo.

Il protezionismo – spiega l’istituto di Washington – va evitato perchè rischia di far deragliare la ripresa: in gioco c’è lo 0,5% del pil globale entro il 2020, quando l’economia, a carte ferme, è prevista crescere del 3,8%. A preoccupare è anche l’andamento dei conti pubblici americani: in un contesto di debito elevato, un ulteriore aumento del deficit già alto rischia di far mancare agli Usa gli strumenti necessari per fronteggiare un’eventuale recessione. Fra i crescenti rischi che si accumulano nell’orizzonte economico c’è la maggiore incertezza politica in Europa, che ”si trova ad affrontare sfide politiche fondamentali sui migranti, sulla governance di bilancio e sull’architettura istituzionale dell’area euro”.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/07/16/fmi-taglia-pil-italia-in-2018-12_e04403e8-f3f1-42ef-9568-673ff22918fe.html

Fmi: “Priorità Italia sia risanamento conti”

Nel 2018 “alcuni paesi – come l’Italia o il Canada – dovrebbero mantenere una politica di bilancio neutrale, per poi riprendere il consolidamento nei prossimi anni”. Lo scrive l’Fmi nel Fiscal Monitor precisando che per il nostro paese “la priorità dovrebbe essere l’avvio di un consolidamento fiscale credibile e ambizioso per porre il debito su un solido percorso discendente”. La base di questo processo dovrebbe essere – aggiunge il fondo – “il taglio della spesa primaria corrente, ll sostegno alle fasce più deboli, l’aumento degli investimenti e la riduzione del carico fiscale sul lavoro, con un ampliamento della base imponibile e uno spostamento” verso la tassazione delle ricchezze e degli immobili e dei consumi.

Il Fondo sottolinea poi dal 2012 una traiettoria discendente dei deficit pubblici, con una riduzione media pari all’1,6% del Pil a partire dal 2012, soprattutto grazie alla riduzione della spesa per interessi in paesi come l’Italia, la Germania e la Francia. Tuttavia il Fondo evidenzia per il nostro paese un incremento della spesa pensionistica che, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione, dovrebbe spingere “la spesa pubblica a sostenere la crescita della forza lavoro attraverso un aumento dell’accesso all’apprendistato”.

Fonte: ADNKronos  –  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/04/18/fmi-priorita-italia-sia-risanamento-conti_oNmWiCeujHxGxTzAas2kNI.html

Fmi rivede al rialzo il Pil dell’Italia, ma resta fanalino di coda di Eurolandia

Il Fmi rivede al rialzo le stime di crescita per l’Italia: dopo il +1,5% del 2017, il pil 2018, salirà dell’1,5%, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di gennaio. Per il 2019 la crescita viene confermata all’1,1%. Rispetto al World Economic Outlook di ottobre, le stime per l’Italia sono state riviste al rialzo di 0,4 punti per il 2018 e di 0,2 punti per il 2019.

Nel 2018 accelera Eurolandia: il Fmi stima un pil in aumento del 2,4%, ovvero 0,2 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di gennaio e 0,5 su ottobre. Per il 2019 la crescita e’ stimata al +2,0%, invariata su gennaio. Accelerano anche gli Stati Uniti: il pil e’ previsto in aumento del 2,9% nel 2018 e del 2,7% nel 2019 (+0,2 punti per tutti e due gli anni su gennaio). Nel medio termine la crescita di Eurolandia è stimata all’1,4% a causa della bassa produttività legata ai deboli sforzi per le riforme.

L’Italia, dunque, accelera nel 2018, ma resta il fanalino di coda di Eurolandia, che sperimenta tassi di crescita più alti.

La Germania cresce infatti quest’anno del 2,5%, la Francia del 2,1% e la Spagna del 2,8%. La Grecia crescerà del 2,0%. Madrid e Atene sono però alle prese con tassi di disoccupazione molto piu’ elevati di quello dell’Italia.

L’incertezza politica, sostiene inoltre il Fmi, aumenta i rischi per l’attuazione delle riforme e quelli per un possibile riorientamento dell’agenda politica. Nel World Economic Outlook, citati i casi di Brasile, Colombia, Italia e Messico.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/04/17/fmi-rivede-al-rialzo-pil-italia_4cc1edb5-b5b4-4197-89d7-b5760e29f598.html