Bce: la ripresa dell’Eurozona perde slancio più delle attese

“La ripresa economica dell’area dell’euro perde slancio più rapidamente delle attese, dopo il forte, benché parziale e disomogeneo, recupero dell’attività economica nei mesi estivi”. Lo scrive la Bce nel suo bollettino, spiegando che “l’incremento dei casi di Covid-19 e il connesso inasprimento delle misure di contenimento pesano sull’attività, provocando un evidente deterioramento delle prospettive a breve termine”.

“Il perdurante aumento dei tassi di contagio da coronavirus rappresenta un fattore avverso per le prospettive a breve termine e condurrà, con ogni probabilità, a un significativo ridimensionamento della crescita del prodotto nell’ultimo trimestre dell’anno”.

Così la Bce nel suo bollettino, spiegando che “la ripresa continua a essere disomogenea tra i diversi settori, con il settore dei servizi che si rivela il più duramente colpito dalla pandemia, in parte a causa della sua esposizione alle misure di distanziamento sociale”.

“Nell’attuale contesto in cui i rischi sono chiaramente orientati verso il basso, il Consiglio direttivo valuterà con attenzione le informazioni più recenti, inclusi la dinamica della pandemia, le prospettive sul rilascio di un vaccino e l’andamento del tasso di cambio”. Lo scrive la Bce nel suo bollettino, spiegando che “il prossimo esercizio delle proiezioni macroeconomiche degli esperti dell’Eurosistema, che si svolgerà a dicembre, consentirà un riesame approfondito delle prospettive economiche e del quadro complessivo dei rischi”. Per cui il Consiglio direttivo “ricalibrerà i suoi strumenti, ove opportuno, al fine di rispondere all’evolvere della situazione e di assicurare che le condizioni di finanziamento restino favorevoli per sostenere la ripresa economica”.

 

Fonte: Ansa – https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/11/12/bce-la-ripresa-delleurozona-perde-slancio-piu-delle-attese-_81fe4e85-b4cc-431f-9430-196fe0fedfe0.html

Asta di riacquisto di titoli di Stato in Banca d’Italia

Il MEF comunica che il giorno 06 novembre 2020 effettuerà, presso la Banca d’Italia, un’asta di riacquisto di titoli sul mercato, tramite asta competitiva, riservata agli operatori Specialisti in titoli di Stato.

Tale operazione utilizzerà le eccedenze di cassa disponibili sul “Conto disponibilità” detenuto dal Tesoro presso la Banca d’Italia.

I titoli oggetto del riacquisto saranno:

Categoria titolo Codice ISIN Data Emissione Data Scadenza Cedola
BTP€i IT0004604671 15/03/2010 15/09/2021 2,10 %
BTP IT0005348443 15/10/2018 15/10/2021 2,30 %
BTP IT0005028003 15/06/2014 15/12/2021 2,15 %
BTP IT0005135840 15/09/2015 15/09/2022 1,45 %
BTP Italia IT0005105843 20/04/2015 20/04/2023 0,50 %

Il giorno stabilito per l’asta, entro le ore 11, gli operatori Specialisti potranno presentare fino ad un massimo di cinque offerte

di cessione per ogni titolo, da inoltrare alla Banca d’Italia tramite Rete Nazionale Interbancaria.

Il MEF si riserva la facoltà di non accogliere offerte di cessione presentate a prezzi ritenuti non convenienti sulla base delle

condizioni di mercato.

Il regolamento dell’operazione è fissato per il giorno 10 novembre 2020.

 

Fonte: MEF  – https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2020/Asta-di-riacquisto-di-titoli-di-Stato-in-Banca-dItalia/

Bce lascia i tassi fermi a zero

La Banca Centrale Europea lascia invariati i tassi d’interesse: il tasso principale rimane fermo a zero, il tasso sui depositi resta a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. Lo comunica la Bce dopo la riunione di politica monetaria. Nell’attuale scenario “con rischi chiaramente al ribasso, valuteremo i dati inclusa la dinamica della pandemia, le prospettive di diffusione di un vaccino e gli sviluppi nel mercato dei cambi e a dicembre sulla base dei dati la Bce “rivedrà i propri strumenti come adeguato”.

“La risalita dei contagi presenta nuove sfide ai sistemi sanitari e alle prospettive di crescita” dell’economia europea, e “la ripresa sta perdendo slancio più rapidamente del previsto”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo.

Il “balzo significativo” dei contagi e le misure di contenimento prese da fine estate – ha detto Lagarde – fanno prevedere “un significativo indebolimento dell’attività economica nell’ultimo trimestre” dopo il rimbalzo del terzo trimestre.

Anche se l’Eurozona continuerà a vedere tassi d’inflazione negativi fino ai primi mesi del 2021 – ha detto ancora Lagarde – per via dei prezzi petroliferi e del taglio dell’Iva tedesco, “non vediamo deflazione, è inflazione negativa”.

La Bce fa molto conto sull’implementazione del Recovery fund, che consente alla politica monetaria e alla politica di bilancio europee di andare mano nella mano moltiplicandone l’impatto. E’ necessario che il Recovery fund – ha detto la presidente della Bce – sia accompagnato da spese “efficienti” e da riforme.

Il Consiglio direttivo – spiega un comunicato della Bce – “valuterà attentamente le informazioni che arrivano, inclusa la dinamica della pandemia, la prospettiva di diffusione di vaccini e gli sviluppi sul mercato dei cambi”. Le nuove stime macroeconomiche della Bce, a dicembre, “consentiranno una approfondita rivalutazione delle prospettive economiche” sulla base delle quali “il Consiglio direttivo ricalibrerà adeguatamente i suoi strumenti per rispondere alla situazione che si sta delineando”. Nel frattempo, la Bce conferma gli acquisti di titoli pubblici ‘Pepp’ da 1.350 miliardi “almeno fino a fine giugno 2021 e in ogni caso fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus è esaurita”. Confermati anche, fino a fine anno, i 20 miliardi al mese di acquisti tramite il rafforzamento da 120 miliardi di euro del vecchio programma App. Nel comunicato, che precede di pochi minuti al conferenza stampa della presidente Christine Lagarde, la Bce punta anche sui nuovi maxi-prestiti Tltro-3, la cui prossima asta è il 9 novembre, definendoli “una attraente fonte di finanziamento per le banche a sostegno dei prestiti a famiglie e imprese”.

 

Fonte: ANSA – https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/10/29/bce-lascia-i-tassi-fermi-a-zero_835db39b-f315-43b5-ac7c-438e975c2858.html

Concambio via sindacato: dettagli del riacquisto di BTP nominali e di CCTeu

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica i dettagli dell’operazione di concambio sindacato, realizzato tramite il riacquisto dei titoli BTP 01/08/2021, BTP 01/05/2023, BTP 01/08/2023, BTP 01/10/2023, CCTeu 15/01/2025 e la contestuale emissione di un nuovo benchmark a 30 anni BTP con scadenza 1° settembre 2051.

L’operazione è stata condotta come attività di Liability Management perseguendo contestualmente gli obiettivi di allungamento della vita media dello stock dei titoli in circolazione, la riduzione del costo del debito e l’alleggerimento del profilo delle scadenze dei prossimi anni.

Per quanto riguarda i titoli oggetto del riacquisto, l’adesione degli investitori nel riportare i titoli prescelti è stata considerevole. L’ammontare riacquistato infatti è stato pari a 9,973 miliardi di euro circa a fronte di una offerta complessiva doppia e pari a oltre 18 miliardi. L’ammontare complessivamente riacquistato, è stato equamente distribuito su tutti i titoli coinvolti. Circa l’81% è stato riconsegnato da banche, il 6% circa da fund manager e la restante quota da hedge fund (circa il 13%). Per quanto riguarda la composizione geografica, circa il 70% è stato riacquistato da investitori residenti nel Regno Unito, il 17% circa da investitori domestici, l’11% circa da investitori residenti negli Stati Uniti e la quota restante da investitori europei.

Per quanto riguarda l’emissione del nuovo BTP a 30 anni, hanno partecipato all’operazione circa 540 investitori per una domanda complessiva pari a circa 90 miliardi di euro. Più della metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (56,8%), mentre le banche ne hanno sottoscritto il 20,4%. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato una parte rilevante, pari al 16,5% (in particolare il 10,2% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative, mentre il 6,3% è andato a fondi pensione e assicurazioni). Agli hedge fund è stato allocato il 3,5% dell’ammontare complessivo. Le imprese non finanziarie hanno partecipato all’emissione con una quota residuale pari al 2,8% circa.

La distribuzione geografica del nuovo BTP trentennale è stata estremamente diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 40 paesi: gli investitori esteri si sono aggiudicati oltre i due terzi dell’emissione (70,9%), mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 29,1%. Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori residenti nel Regno Unito (23,7%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale, ed in particolare in Germania, Austria e Svizzera (16,7%), in Francia (7%), nei paesi della penisola iberica (7,1%), nei Paesi Scandinavi (6,6%), e in altri paesi europei (2,6%). Al di fuori dell’Europa, significativa la partecipazione di investitori provenienti da Stati Uniti e Canada, che si sono aggiudicati il 5,1% dell’emissione, mentre una quota residuale pari al 2,1% è stata acquistata da investitori asiatici.

L’operazione è stata effettuata tramite la costituzione di un sindacato composto da BNP Paribas, Deutsche Bank A.G., Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A, JP Morgan Securities PLC e Nomura Int che hanno partecipato in veste di lead manager, mentre tutti gli altri Specialisti in titoli di Stato hanno rivestito il ruolo di co-lead manager dell’operazione.

 

Fonte: MEF – https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2020/Concambio-via-sindacato-dettagli-del-riacquisto-di-BTP-nominali-e-di-CCTeu-con-contestuale-emissione-di-un-nuovo-BTP-trentennale/

Comunicato Stampa N° 238: Fatture elettroniche

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell’Economia e delle
Finanze sul rifiuto delle fatture elettroniche da parte delle PA.

Il Decreto attua una norma che prevede che l’eventuale rifiuto da parte di
Amministrazioni Pubbliche di fatture ricevute tramite il Sistema di Interscambio (SDI)
debba essere puntualmente motivato. In particolare, vengono previste cinque specifiche
cause di rifiuto:

a) fattura riferita ad una operazione che non è stata posta in essere in favore della PA
destinataria della trasmissione del documento
b) omessa o errata indicazione del Codice identificativo di Gara (CIG) o del Codice unico di
Progetto (CUP), da riportare in fattura
c) omessa o errata indicazione del codice di repertorio per i dispositivi medici e per i
farmaci
d) omessa o errata indicazione del codice di Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) e del corrispondente quantitativo da riportare in fattura per i farmaci
e) omessa o errata indicazione del numero e data della Determinazione Dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali. Sono diversi i benefici attesi a seguito del provvedimento. L’introduzione di specifiche cause di rifiuto delle fatture elettroniche consentirà di risolvere le criticità segnalate, tramite le loro associazioni di categoria, da molti fornitori della PA. Allo stesso tempo, contribuirà ad accrescere l’efficienza del processo di spesa, assicurando la certezza e l’obiettività dell’esito dei controlli delle fatture emesse dai fornitori delle Amministrazioni Pubbliche e quindi la velocità della procedura e la puntualità dei pagamenti degli operatori economici che forniscono beni e servizi. Infine, saranno ridotte le differenze tecniche esistenti tra il processo di fatturazione elettronica tra privati e PA (nell’ambito del settore “business to Government”) e tra privati
(nell’ambito del “business to business” e del “business to consumer”).

 

Fonte: MEF – mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2020/Fatture-elettroniche-alla-PA-in-Gazzetta-Ufficiale-il-Decreto-che-stabilisce-le-cause-motivate-di-rifiuto/

Concambio via sindacato: riacquisto di BTP nominali e di CCTeu con contestuale emissione di un nuovo BTP trentennale

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica di aver affidato a BNP Paribas, Deutsche Bank
A.G., Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A, JP Morgan Securities
PLC e Nomura Int il mandato per l’esecuzione di un’operazione di concambio sindacato, avente per
oggetto l’emissione di un nuovo benchmark a 30 anni BTP – scadenza 1° settembre 2051 – ed il
riacquisto dei seguenti titoli:

– BTP 3,75% – 01/08/2021 (codice ISIN IT0004009673)
– BTP 4,50% – 01/05/2023 (codice ISIN IT0004898034)
– BTP 4,75% – 01/08/2023 (codice ISIN IT0004356843)
– BTP 2,45% – 01/10/2023 (codice ISIN IT0005344335)
– CCTeu – 15/01/2025 (codice ISIN IT0005359846)

L’esecuzione dell’operazione di riacquisto dei titoli sopra menzionati nonché dell’emissione della prima
tranche del titolo BTP trentennale avverrà nel prossimo futuro, tenuto conto delle condizioni di mercato.

 

Fonte: MEF – https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2020/Concambio-via-sindacato-riacquisto-di-BTP-nominali-e-di-CCTeu-con-contestuale-emissione-di-un-nuovo-BTP-trentennale/

Debito pubblico sale ancora, nuovo record a 2.578,9 mld

Nuovo record del debito pubblico ad agosto. Secondo i dati di Bankitalia, il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.578,9 miliardi, in aumento di 18,3 miliardi rispetto a luglio.

L’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (1,6 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (16,8 miliardi, a 100,7); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione del tasso di cambio hanno nel complesso ridotto il debito di 0,1 miliardi.

Con riferimento alla ripartizione per sotto-settori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 19,1 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,8 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

 

Fonte: ANSA – https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/10/15/debito-pubblico-sale-ancora-nuovo-record-a-2.5789-mld_700229e3-491a-4b06-9155-d0a3c42961a1.html

Il Nobel per l’economia agli americani Paul Milgrom e Robert Wilson per i progressi nella teoria delle aste

Un economista e il suo, ormai maturo, allievo. Il premio Nobel per l’economia 2020 è stato assegnato a Paul Milgrom, 72 anni, e al relatore della sua tesi Robert Wilson, 83 anni, entrambi docenti all’Università di Stanford per «i progressi nella teoria delle aste e l’invenzione di nuovi sistemi di asta», ha affermato la giuria dell’Accademia svedese. Il loro lavoro innovativo è stato utilizzato, in particolare, nell’assegnazione delle frequenze di tlc e hanno risolto diversi problemi, per esempio nell’assegnazione dei campi di esplorazione petroliferi.

Le aste sono un fenomeno molto diffuso. Soprattutto oggi con le vendite online. Sono organizzati come aste i mercati dell’elettricità, i diritti di inquinamento da C02, gli slot di atterraggio negli aeroporti, le vendite di titoli di Stato e le operazioni di liquidità delle banche centrali. Ogni operazione ha però caratteristiche peculiari e va affrontate individualmente. Alcune, per esempio quelle sulle frequenze possono assumere forme molto complesse.

Il metodo inglese e quello olandese

In genere, sono note al grande pubblico solo le aste con metodo inglese, dove si parte da un prezzo basso e si invita il pubblico a fare offerte sempre più alte. Altrettanto diffuse sono le aste con metodo olandese, dove si parte da un prezzo molto alto e lo si abbassa fino a quando non si trova un acquirente. Il primo sistema, in genere, si conclude con prezzi più bassi.

La «maledizione del vincitore»

Non mancano altre forme più complesse, e di uso altrettanto. e-Bay organizza una parte delle sue vendite sotto forma di aste e proprio il suo meccanismo permette di capire l’importanza della teoria sviluppata anche da Milgrom e Wilson. Il rischio delle aste è la “maledizione del vincitore”, la tendenza a sovrastimare il valore del bene acquistato per poter spiazzare i concorrenti. Su e-bay, per evitare questo fenomeno, vince chi offre di più, il quale pagherà però l’importo della seconda massima offerta.

Il rischio della maledizione del vincitori – come ha mostrato Robert Wilson – è quello di sottovalutare il bene in asta: gli acquirenti tendono, in assenza di correttivi, a offrire somme inferiori al valore effettivo, comune, da loro stimato. Milgrom, invece, ha soprattutto studiato il gioco tra il “valore comune” di un bene – che l’asta dovrebbe, in circostanze ideali, rilevare – e il suo valore privato (il piacere di possedere e guardare un capolavoro artistico, per esempio).

Le gare per i pozzi petroliferi

Un altro esempio di interrelazione tra valori pubblici e valori privati può essere trovato nei campi di estrazione petrolifera. Il valore pubblico è dato dalle dimensioni delle riserve in vendita, quello privato dai costi di esplorazione ed estrazione (che dipendono dalle tecnologia di cui l’azienda dispone). Lo studio delle aste si basa in gran parte sulla teoria dei giochi – e i due vincitori sono entrambi esperti in questo campo.

Lo scorso anno il Nobel per l’economia era andato invece a Abhijit Banerjee, Esther Duflo, Michael Kremer per l’approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale .

Abhijit Vinayak Banerjee, 58 anni, è un economista indiano naturalizzato negli Stati Uniti. Attualmente è professore di economia alla Ford Foundation International presso il Mit.

Esther Duflo è una economista franco-americana, cofondatore e direttore del Abdul Latif Jameel Poverty Action Lab, e professore di Alleviamento della povertà e economia dello sviluppo presso il Massachusetts Institute of Technology. Duflo è stata la seconda donna a vincere il nobel in economia, dopo Elionor Ostrom che vinse nel 2009 per il suo lavoro sulla «analisi della governance, in particolare delle risorse comuni», ed è la più giovane di sempre a vincere il Nobel in economia (ha 46 anni).

 

Fonte: Il sole 24 ore – https://www.ilsole24ore.com/art/il-nobel-l-economia-paul-milgrom-e-robert-wilson-ADnnrBv

Borsa Italiana passa a Euronext per 4,325 miliardi

Il London Stock Exchange ed Euronext raggiungono l’accordo su Borsa Italiana. Piazza Affari passa al consorzio paneuropeo di cui fanno parte anche Cdp Equity e Intesa Sanpaolo. Lse conferma in una nota di aver accettato di vendere l’intera partecipazione in Borsa Italiana a Euronext per un valore patrimoniale di 4,325 miliardi di euro, più un importo aggiuntivo che riflette la generazione di cassa da completare.

 

Fonte: ANSA – https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/10/09/borsa-italiana-passa-a-euronext-per-4325-miliardi_94fc84c5-bb78-4c0b-8117-ae8cfda314e0.html

Recovery: Ok dell’Ecofin al compromesso tedesco sulla governance

BRUXELLES – L’Ecofin ha approvato, a maggioranza qualificata, il testo di compromesso sulla governance del Recovery fund presentato dalla presidenza tedesca. Il ministro tedesco Olaf Scholz lo ha annunciato al termine della riunione, nonostante lo scetticismo di diverse delegazioni che avrebbero voluto riaprire il testo. Tra queste Lussemburgo, Irlanda e Olanda, che chiedevano di aggiungere un legame chiaro, con un esplicito riferimento, alle raccomandazioni del 2019. Scholz non ha accolto la richiesta di riaprire il testo, ritenendo più urgente andare avanti per avviare i negoziati con il Parlamento Ue anche su questo punto.

“Il compromesso messo sul tavolo dalla presidenza tedesca su diversi aspetti della governance del Recovery fund “è buono, ognuno avrebbe i suoi punti da spingere ma anche se vorremmo migliorare” alcuni aspetti, “tutti dovremmo mettere a da parte la necessità di rivedere il testo, noi siamo pronti a mettere da parte le nostre richieste per sostenere il compromesso. E invito gli altri a dare un segnale politico ai cittadini”: era stato l’appello in mattinata del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Gualtieri ha spiegato che l’Italia vorrebbe migliorare alcuni aspetti come la “lunghezza delle procedure” per avere l’ok ai fondi, ma “sono questioni minori” rispetto al “beneficio maggiore” di avere un accordo in fretta. Anche perché, come la Bce ha ricordato, “la ripresa è incompleta, non equilibrata, ed è quindi importante che il negoziato vada a avanti”, ha aggiunto.

“Accordo all’Ecofin sul regolamento del Recovery Resilience Facility. Tempi certi e assenza di potere di veto per le procedure di pagamento, il 10% di anticipo sarà sul totale delle quote spettanti” del RecoveryFund, ha scritto Gualtieri su Twitter.

“E’ cruciale che i fondi del Recovery si possano utilizzare mentre la crisi è ancora in corso”, quindi la presidenza tedesca “ha come obiettivo principale concludere un accordo ambizioso sul Next Generation EU che sosterrà gli investimenti, le riforme e l’innovazione”, ha detto il ministro delle finanze tedesco, Olaf Scholz, prima dell’inizio dell’Ecofin.

Il ministro olandese dell’economia, Wopke Hoekstra, ha invece chiesto ai colleghi dell’Ecofin alcuni miglioramenti sul testo di compromesso sulla governance del Recovery fund. “Chiediamo un esplicito riferimento alle raccomandazioni specifiche del 2019, perché quelle del 2020 da sole sono insufficienti. Poi vogliamo un legame più forte tra raccomandazioni e Patto di stabilità”, ha detto Hoekstra durante il suo intervento. Inoltre, l’Olanda “non accetterà un annacquamento” della procedura che prevede di coinvolgere gli sherpa dell’Ecofin (Cef) nella decisione sugli obiettivi da raggiungere per sbloccare le tranche di finanziamento.

“La ripresa è incerta e incompleta a causa della pandemia, ci sono focolai ovunque nonostante le diverse misure prese dai governi, abbiamo avuto un forte rimbalzo a maggio, giugno e luglio ma ad agosto e settembre abbiamo perso slancio”, ha detto il vicepresidente della Bce, Luis De Guindos, ai ministri dell’Ecofin. De Guindos ha quindi ricordato che sul Recovery “la tempistica è fondamentale, dobbiamo trovare un terreno comune molto in fretta”.

Intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha detto: “Ci troviamo in un processo democratico ed istituzionale e dobbiamo far sì che nei prossimi anni attraverso il bilancio pluriennale europeo ed il Recovery, l’Unione Europea possa disporre degli strumenti necessari per attuare quello in cui crediamo. Continueremo nel dialogo e nel rispetto reciproco a lavorare e negoziare con voi, Parlamento europeo, per essere all’altezza e trovare delle soluzioni e assumerci le nostre responsabilità e rispondere alle attese dei cittadini europei e a tutti quelli che nel mondo credono nel progetto europeo, nel suo valore aggiunto”.

 

Fonte: ANSA – https://www.ansa.it/europa/notizie/qui_europa/2020/10/06/recovery-ok-dellecofin-al-compromesso-tedesco-sulla-governace_3044b19e-ce5b-438d-b726-6f807209ab57.html