I tassi dei BTp tornano ai livelli di maggio

Lo spread tra BTp e Bund si riduce a 235 punti base, ai minimi da fine settembre scorso. Il rendimento del BTp decennale è in calo al 2,44%, il livello più basso da fine maggio scorso. Per rivedere però i livelli di aprile/inizio maggio 2018 manca ancora parecchio dato che il rendimento del decennale era all’1,7% (70 punti base in meno) e lo spread era sotto i 120 punti, sostanzialmente la metà dei valori attuali.

La carta italiana è in territorio positivo, dopo che Moody’s ha lasciato invariato il proprio giudizio sul rating sovrano italiano a ‘Baa3’ con outlook stabile.

A sostenere il sentiment sui periferici anche il pronunciamento di S&P sul rating sovrano del Portogallo, alzato a BBB da BBB-, con outlook che passa da ‘positivo’ a “stabile”.

«Il rating del Portogallo è stato migliorato, ma ancora più importante è che Moody’s non abbia fatto nulla con il rating dell’Italia”» spiega Sebastian Fellechner, strategist di DZ Bank. «La non-decisione sta aiutando il mercato».

Fonte: IlSole24Ore – https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-03-18/i-tassi-btp-tornano-livelli-maggio-112923.shtml?uuid=ABaKpIfB

Emissione di un nuovo BTP 30 anni

Comunicato Stampa N° 24 del 05/02/2019

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica di aver affidato a Banca IMI S.p.A., BNP Paribas, Crédit Agricole Corp. Inv. Bank, Deutsche Bank A.G. e Goldman Sachs Int. Bank il mandato per il collocamento sindacato di un nuovo benchmark a 30 anni BTP – scadenza 1° settembre 2049. La transazione sarà effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato.

   Questo documento non può essere distribuito, direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti d’America, Australia, Canada o Giappone. Questo documento (e le informazioni in esso contenute) non contiene e non costituisce un’offerta di vendita o un offerta di acquisto di strumenti finanziari negli Stati Uniti d’America, Australia, Canada o Giappone o in altre giurisdizioni dove tale offerta sarebbe illegale. Gli strumenti finanziari a cui viene fatto riferimento non sono stati e non saranno registrati ai sensi del U.S. Securities Act of 1933, come modificato  (il “Securities Act”) e non possono essere offerti o venduti negli Stati Uniti d’America o a U.S. persons, salvo il caso in cui siano registrati ai sensi del Securities Act o sulla base di esenzioni applicabili ai sensi del Securities Act. Tali strumenti finanziari non saranno oggetto di alcuna offerta pubblica negli Stati Uniti d’America.

Dettagli del collocamento del nuovo BTP a 15 anni

Comunicato Stampa N° 11 del 16/01/2019

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica i dettagli dell’emissione del nuovo BTP a 15 anni, con scadenza 1° marzo 2035 e tasso nominale annuo del 3,35%.

Hanno partecipato all’operazione circa 320 investitori per una domanda complessiva pari a oltre 35,6 miliardi di euro. I fund manager si sono aggiudicati circa il 55% dell’emissione, mentre poco meno del 21% è stato sottoscritto da banche. Di rilievo è stata la partecipazione degli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo, che hanno acquistato circa il 15% (in particolare circa il 10% è andato a fondi pensione e assicurazioni mentre circa il 5% è stato assegnato a banche centrali e istituzioni governative). Agli hedge fund è stato allocato circa il 7% dell’emissione, mentre il restante 2% del nuovo titolo è stato sottoscritto principalmente dal private banking e da imprese non finanziarie.

Il collocamento del titolo ha visto una partecipazione di investitori ben diversificata dal punto di vista della provenienza geografica. Una quota significativa è stata assegnata a investitori domestici che si sono aggiudicati il 36% circa dell’emissione. Di grande rilievo è stata anche la quota sottoscritta da investitori esteri, pari a circa il 74%, di cui la maggior parte è stata assegnata ad investitori residenti nel Regno Unito e Irlanda (circa il 25%). Il resto dell’emissione è stato collocato in larga parte in Europa continentale (circa il 36%), con una significativa presenza di Germania/Austria/Svizzera (circa il 21%), Scandinavia (circa il 5%), Spagna (circa il 5%), Francia (circa il 4%),  Benelux (circa l’1%) e di altri paesi europei (circa l’1%). Infine, una quota marginale, pari a circa il 2% dell’emissione, è stata allocata ad investitori extraeuropei.

La transazione è stata effettuata tramite la costituzione di un sindacato composto da Barclays Bank PLC, Citigroup Global Markets Ltd, HSBC France, JP Morgan Securities PLC e UniCredit S.p.A, che hanno partecipato in veste di lead manager, mentre tutti gli altri Specialisti in titoli di Stato sono stati coinvolti come co-lead manager dell’operazione.

Emissione di un nuovo BTP 15 anni

Comunicato Stampa N° 8 del 14/01/2019

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica di aver affidato a Barclays Bank PLC, Citigroup Global Markets Ltd, HSBC France, JP Morgan Securities PLC e UniCredit S.p.A il mandato per il collocamento sindacato di un nuovo benchmark a 15 anni BTP – scadenza 1° marzo 2035. La transazione sarà effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato.

Questo documento non può essere distribuito, direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti d’America, Australia, Canada o Giappone. Questo documento (e le informazioni in esso contenute) non contiene e non costituisce un’offerta di vendita o un offerta di acquisto di strumenti finanziari negli Stati Uniti d’America, Australia, Canada o Giappone o in altre giurisdizioni dove tale offerta sarebbe illegale. Gli strumenti finanziari a cui viene fatto riferimento non sono stati e non saranno registrati ai sensi del U.S. Securities Act of 1933, come modificato (il “Securities Act”) e non possono essere offerti o venduti negli Stati Uniti d’America o a U.S. persons, salvo il caso in cui siano registrati ai sensi del Securities Act o sulla base di esenzioni applicabili ai sensi del Securities Act. Tali strumenti finanziari non saranno oggetto di alcuna offerta pubblica negli Stati Uniti d’America.

Bankitalia: in un anno +11% Btp in portafoglio banche

I titoli di Stato nel portafoglio delle banche sono saliti ulteriormente in valore nel mese di novembre, raggiungendo i 378,9 miliardi di euro dai 373 miliardi di ottobre. In un anno, l’aumento registrato a novembre – che risente anche delle oscillazioni in controvalore dei titoli – è pari a oltre l’11%, dopo un aumento progressivo quasi costante nel corso del 2018 che inverte il precedente trend di riduzione dell’esposizione bancaria al debito pubblico.

I titoli di Stato nel portafoglio delle banche italiane sono continuati a salire a novembre, raggiungendo un controvalore di 386,3 miliardi di euro (380,4 a ottobre), mai raggiunto nel corso dell’anno passato. Lo si legge nella pubblicazione ‘Banche e moneta’ di Bankitalia.

Le sofferenze nel bilancio delle banche italiane sono scese a novembre del 25,3% su base annua (-24,3% a ottobre) per effetto di cartolarizzazioni.  

Nel mese di novembre i prestiti delle banche al settore privato sono cresciuti del 2,3% su base annua (in rallentamento da 2,7% di ottobre), scrive Bankitalia nel rapporto ‘Banche e moneta’. I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,7% (2,8% nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono cresciuti dell’1,1% (1,5% in ottobre).

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/01/10/bankitalia-in-un-anno-11-btp-in-portafoglio-banche-_da460eb6-f5d7-40ed-a526-be78aa12fbe4.html

Lo spread btp-bund torna a crescere

Lo spread tra Btp e Bund oscilla a 256 punti base, dopo aver toccato un massimo di 268 punti attorno alle ore 10 di stamane. Il rendimento del decennale italiano è al 2,98%. Rallenta anche il titolo biennale con il tasso che si è riportato all’1,08%, dopo il balzo fino all’1,27% registrato in avvio di seduta.

Le Borse europee limano i rialzi dopo l’avvio in terreno positivo di Wall Street e con i dati sull’economia americana che, a luglio, vedono 157 mila posti di lavoro ed il tasso di disoccupazione sceso al 3,9%. Sul fronte valutario l’euro è in calo sul dollaro a 1,1572 a Londra. L’indice d’area stoxx 600 avanza dello 0,5%. Bene Londra (+0,7%), Francoforte (+0,4%), Parigi (+0,1%) e Madrid (+0,2%). Piazza Affari (+0,3%) riduce il rialzo con il Ftse Mib che risente del calo di alcune banche e dei titoli legati al petrolio. Nel Vecchio Continente in rialzo le Tlc (+0,8%) con Vodafone (+1,5%), Deutsche Telekom (+1,4%) e Telefonica (+1,8%). Bene anche i titoli finanziari (+0,5%) con in testa Credit Agricole (+3,3%) e Banclays (+1,3%). A Piazza Affari svetta la galassia delle auto con Fca (+2,4%), Exor (+2,7%), Cnh (+1,5%) e Ferrari (+0,6%). In negativo Mps (-3,4%) e Carige (-2,2%), dopo i conti della semestrale. Male anche Italgas (-0,9%), Eni (-0,5%), Saipem (-0,1%).

I mercati, ieri – Ancora paura per l’inasprimento della ‘guerra dei dazi’ tra Stati Uniti e Cina. Timori di un innalzamento dei tassi, inaugurato dalla decisione della Banca d’Inghilterra. Ritorno della tensione sui titoli di Stato italiani, che hanno passato una giornata difficile. Non è un clima positivo quello nel quale si comincia a discutere della manovra del governo M5S-Lega, con la Borsa di Milano che è stata la peggiore tra quelle del Vecchio continente, tutte negative.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/08/03/lo-spread-btp-bund-torna-a-crescere-a-2611-punti_16e452d0-6d9e-4cf1-898c-17e5875354b6.html

Avversione al rischio e aste Tesoro sostengono BTP: tassi a minimo in tre mesi

Avversione al rischio sui mercati, gli operatori si posizionano sugli asset considerati più sicuri. Degli acquisti sui titoli di Stato beneficia anche l’Italia, nonostante il rischio politico successivo alle elezioni dello scorso 4 marzo. I tassi sui BTP decennali scendono al minimo in più di tre mesi, all’1,851%, prima di tornare verso l’1,86% dopo l’asta  lanciata oggi dal Tesoro. Lo spread BTP-Bund oscilla attorno a 137 punti base.

Il Tesoro ha venduto oggi 5,5 miliardi di euro di BTP con scadenza nel 2023 e nel 2028 (bond a cinque e dieci anni), centrando la parte alta del target prefissato di 4,5-5,5 miliardi. Gli analisti intervistati da Reuters hanno commentato l’asta affermando che, a dispetto delle incognite sul futuro del paese, l’appetito per il debito italiano rimane forte.

La prova arriva tra l’altro anche dai rendimenti: in particolare, i BTP decennali con scadenza nel febbraio del 2028 sono stati emessi al tasso dell’1,83%, ovvero al minimo costo di finanziamento per l’Italia dal mese di novembre.

Nel resto dell’Europa, i bond del Regno Unito stanno sovraperformando il mercato, con un calo dei rendimenti decennali parin a 4-5 punti base, fino all’1,362%, valore più basso dalla fine di gennaio.

Dopo il tonfo di Wall Street, gli investitori puntano anche sui Bund tedeschi: i tassi a 10 anni sono scesi all’inizio della sessione in Europa fino al minimo dello 0,473%, per poi risalire allo 0,488%, bucando la soglia dello 0,5% per la prima volta dall’inizio di gennaio. Ancora più indicativo il trend del Bund a 30 anni, con il rendimento decennale capitolato all’1,12%, valore più basso dalla metà di dicembre del 2017.

Oltre  alle dichiarazioni più dovish che sono arrivate dalla Bce e ai dati macro dell’Eurozona che non sono stati convincenti, a dirottare trader e investitori verso il mercato dei bond e in generale degli asset percepiti più sicuri sono i timori legati al rischio di una guerra commerciale Usa-Cina, dopo le recenti indiscrezioni che parlano anche di un piano Usa per dichiarare uno stato di emergenza  in caso di alcune operazioni di takeover e anche dell’internzione di Pechino di annunciare tariffe punitive in risposta ai dazi doganali contro la Cina che Donald Trump ha lanciato per un valore di $60 miliardi.

I sell off sull’ hi-tech sono stati un altro fattore che ha depresso il sentiment, e che hanno fornito un assist ai Treasuries Usa, anch’essi ben comprati, al punto che i tassi sui titoli Usa a 10 anni sono scesi al 2,76%, minimo in più di sette settimane.

Fonte: FinanzaOnline  –  http://www.finanzaonline.com/notizie/519724-2