Merrill Lynch vieta trading su fondi in bitcoin, Putin vuole la sua criptovaluta

Mentre Merrill Lynch ha imposto ai propri clienti e ai consulenti finanziari il divieto di acquistare bitcoin, Putin si vuole fare la sua criptovaluta. La banca d’affari statunitense teme l’adeguatezza e la sostenibilità del bitcoin e ha applicato a tutti i conti il divieto d’acquisto, oltre a imporre ai quasi 17.000 suoi advisor di non approvare le richieste dei clienti di fare trading sul fondo Grayscale Investment Trust che si occupa unicamente di investimenti nella criptovaluta.

A rivelarlo questa mattina sono state fonti vicine al dossier. Questa misura estende una politica già in atto volta a proibire l’accesso ai futures sui bitcoin. Più nel dettaglio, i clienti di Merrill Lynch che detengono da tempo conti che fanno affidamento su broker per scambiare bitcoin potranno mantenerli, a differenza dei titolari di conti che prevedono, dietro il pagamento di commissioni, la possibilità di consultare un advisor.

Al contrario Putin si vuole fare il suo bitcoin. Una criptovaluta garantita e controllata dallo Stato che aiuti Mosca ad aggirare le sanzioni occidentali e ad attrarre investimenti dall’estero. Questo, secondo Financial Times, il progetto allo studio del Cremlino, di cui Putin ha già chiesto ai suoi esperti di valutare efficacia e fattibilità per poter rilanciare l’economia.

Alcuni funzionari di Mosca, ha riferito il Financila Times, hanno affermato che il presidente russo ha commissionato il lavoro per la creazione di una criptovaluta, mentre le istituzioni russe gestite dallo Stato si stanno affrettando a dedicarsi alla blockchain, un database che viene mantenuto da tutti i partecipanti alla rete e che contiene tutte le transazioni effettuate dall’assegnazione della prima moneta. Nuove monete vengono generate automaticamente seguendo un algoritmo predefinito che caratterizza l’evoluzione della base monetaria nel tempo.

Sergei Glazev, consigliere economico di Putin, ha dichiarato a una recente riunione del governo che una criptovaluta sarebbe uno strumento utile per aggirare le sanzioni internazionali. “Questo strumento ben si addice alle attività sensibili per conto dello Stato. Possiamo regolare i conti con le nostre controparti in tutto il mondo senza alcun riguardo per le sanzioni”, ha affermato Glazev, aggiungendo che la criptovaluta sarebbe alla fin fine “lo stesso rublo, ma con una circolazione limitata” per consentire al Cremlino la tracciabilità di ogni transazione.

Dopo un incontro in estate con Vitalik Buterin, il fondatore della criptovaluta Ethereum, nato in Russia, Putin ha ordinato al suo gabinetto di elaborare una struttura per regolarla. Come con Internet, che il Cremlino ha ampiamente imparato a domare negli ultimi anni, l’interesse per le criptovalute rivela il desiderio della Russia di sfruttare un concetto originariamente progettato per essere libero dall’influenza del governo. La tecnologia blockchain utilizza la crittografia per consentire a molte parti di condividere e aggiornare un record di informazioni senza fare affidamento su un’autorità centrale.

Ma il bitcoin offre al suo possessore l’anonimato, favorendo sotto banco attività illecite, non è chiaro come una criptovaluta possa aiutare le compagnie e i russi a sottrarsi alle sanzioni internazionali o a evitare un’indagine da parte delle autorità statunitensi. Inoltre, non è chiaro se la criptovaluta sarà emessa dalla Banca centrale russa o dalle banche commerciali del Paese e chi sarebbe in grado di aprire un conto. “Una criptovaluta non è la risposta in tempi brevi”, ha detto Alan Waxman, head of corporate business di Gazprombank, società russa sanzionata. L’Ufficio per il Controllo dei beni stranieri, un ramo del Tesoro degli Stati Uniti che implementa le sanzioni, “può trovare i mezzi per evitarlo”, ha aggiunto.

Intanto, se ieri il bitcoin ha recuperato quota 15.000 sulla scia di un articolo del Wall Street Journal secondo cui l’imprenditore della Silicon Valley, Peter Thiel, sta scommettendo sulla criptovaluta, oggi crolla del 6,62% a quota 14.123. Stando al Wsj, la società di vendure capital co-fondata da Thiel (Founders Fund) comprò 15-20 milioni di dollari della criptovaluta; ora quell’investimento vale centinaia di milioni di dollari.

Thiel, famoso per avere scommesso in aziende ai loro primi passi come Facebook , è diventato particolarmente noto per avere sostenuto la candidatura di Donald Trump alle elezioni presidenziali di novembre scorso. Va detto che agli investitori del fondo ha spiegato che alla fine il bitcoin potrebbe anche arrivare a valere nulla.

Fonte: Milano Finanza  –  https://www.milanofinanza.it/news/merrill-lynch-vieta-trading-su-fondi-in-bitcoin-putin-vuole-la-sua-criptovaluta-201801041009544529

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