Bce: Draghi, riconosciuto successo Qe

Mario Draghi difende il Quantitative easing. “Ampie ricerche empiriche hanno affermato il successo di queste politiche nel supportare l’economia e l’inflazione, sia nell’Eurozona, sia negli Usa”. Il presidente della Bce lo ha detto parlando a Lindau, in Germania. “Le azioni politiche decise negli ultimi dieci anni nella politica monetaria e nella regolazione e supervisione hanno reso il mondo più resiliente. Ma dovremmo continuare a prepararci per nuove sfide”. Ha continuano Draghi. “Quando il mondo cambia come ha fatto dieci anni fa le politiche, specialmente la politica monetaria, queste – ha proseguito Draghi – devono essere aggiustate. Questo aggiustamento, mai facile, richiede una valutazione senza pregiudizi e onesta delle nuove realtà con occhi liberi, non gravati dalla difesa di paradigmi precedentemente detenuti che hanno perso ogni potere esplicativo”.

Fonte: ANSA  -  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/08/23/bce-draghi-riconosciuto-successo-qe_fa996f81-c9fb-4eb2-8dfa-9dcb1b0c608b.html

L’Italia cresce meglio del previsto, in un anno Pil +1,5%

Nel secondo trimestre del 2017 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Lo rileva l’Istat.

Il secondo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre del 2016.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell’agricoltura. Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta, rileva l’Istat nei dati preliminari sul Pil.

Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, conclude l’Istat, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell’1,8% in Francia e dell’1,7% nel Regno Unito. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%. 

GENTILONI - “Crescita 2017 prevista a +1,5%. Meglio delle previsioni. Una buona base per rilanciare economia e posti di lavoro” scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

PADOAN - “Questa mattina l’Istat ci ha informato che nel secondo trimestre dell’anno il prodotto interno lordo è aumentato rispetto al trimestre precedente per la decima volta consecutiva. L’incremento dello 0,4 percento corrisponde a una crescita dell’1,5 percento rispetto al livello raggiunto nel secondo trimestre 2016, il tasso di crescita economica più sostenuto dall’inizio della crisi”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, commentando la stima preliminare del Pil diffusa dall’Istat, sottolineando che al risultato ha contribuito le scelte di politica economica del governo .

BOSCHI - “Con i governi di prima il Pil era -2%. Oggi il Pil cresce più del previsto. #avanti, insieme. #MilleGiorni” scrive su Twitter la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Maria Elena Boschi.

EUROSTAT - Il Pil cresce anche in Europa. Aumento dello 0,6% sia nell’area dell’euro (Ue 19) che nella Ue a 28, mentre cresce del +2,2% e +2,3% rispettivamente rispetto al secondo trimestre del 2016. Lo indica la stima flash per il secondo trimestre del 2017 di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea.

Nel primo trimestre del 2017 il Pil è cresciuto dello 0,5% in entrambe le zone. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil è aumentato del 2,2% nell’area dell’euro e del 2,3% nell’Ue28 nel secondo trimestre del 2017, dopo +1,9% e +2,1% rispettivamente nel trimestre precedente.

Nel secondo trimestre del 2017, il Pil negli Stati Uniti è aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (dopo + 0,3% nel primo trimestre del 2017). Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil è cresciuto del 2,1% (dopo + 2,0% nel trimestre precedente).

Fonte: ADNKronos  -  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/08/16/italia-cresce-anno-pil_boZq9Jv1GX3CqHnLivqlhJ.html

L’analisi dei bilanci certifica il recupero degli investimenti da parte delle imprese

Con le dovute distinzioni legate ai diversi trend settoriali e alle diverse tipicità di business, l’analisi preliminare dei bilanci 2016, realizzata da CRIF Credit Solutions su un campione chiuso di circa 227.000 imprese, restituisce un quadro di netto miglioramento.

Lo si può vedere dall’andamento del valore della produzione che cresce del 3,2%, accompagnato da precise strategie aziendali rivolte al progressivo e continuo contenimento dei costi che negli ultimi anni hanno generato una redditività in crescita. L’ebit, invece, si colloca al 4.2% in rapporto al valore della produzione, risultando in aumento rispetto al 2015. Ma ciò che risulta ancora più interessante e che ripristina le basi per lo sviluppo futuro è la ripresa degli investimenti.

A conferma di quanto rilevato nel conto economico del Pil, che nel 2016 mostra una ripresa di oltre il 3% degli investimenti fissi lordi, sostenuti prevalentemente dalla componente dei mezzi di trasporto (+27,3%), risultano in recupero anche le immobilizzazioni complessive e, in modo particolare, quelle immateriali.

Il recupero di questo tipo di investimenti, come la ricerca e sviluppo, brevetti, concessioni, licenze e marchi e, più in generale, nei beni non tangibili il cui effetto si manifesta in più esercizi, riflette un ritrovato interesse da parte delle imprese italiane per strategie di sviluppo di lungo periodo.

A fronte di una contrazione che nel 2015 era risultata pari a circa -4%, nel 2016 le immobilizzazioni immateriali registrano infatti una crescita del 14%.

Meno brillante ma pur sempre positivo è l’aumento di quelle materiali, ovvero gli investimenti dedicati ai beni di uso durevole che concorrono all’attività d’impresa. Terreni, fabbricati, impianti, attrezzature, tornano di interesse per le nostre imprese, facendo registrare complessivamente una crescita di questa tipologia di immobilizzazioni del 3% circa.

L’arricchimento dei fattori produttivi interni all’impresa sono sicuramente una conditio per lo sviluppo e, dopo anni di scarse dinamiche su questo fronte, il ritorno all’investimento delle imprese dipinge un quadro prospettico di maggiore fiducia.

Questa dinamica è stata trainata prevalentemente dalle grandi aziende che mostrano i tassi di crescita delle immobilizzazioni più elevati (+17% immateriali, +5 materiali) mentre restano ancora sostanzialmente ferme le imprese più piccole, maggiormente colpite dalla crisi, che non hanno ancora recuperato la solidità necessaria per tornare a investire.

Fonte: CRIF  -  https://www.crif.it/area-stampa/comunicati-stampa/2017/agosto/analisi-preliminare-bilanci-2016/

A luglio 2017 il settore statale registra un avanzo di 11,2 miliardi di euro

Comunicato Stampa N° 138 del 01/08/2017

Nel mese di luglio 2017 il settore statale ha registrato un avanzo di 11.200 milioni, con un miglioramento di circa 7.000 milioni rispetto al saldo di 4.252 milioni del corrispondente mese dello scorso anno. Sul risultato ha pesato, in particolare, il gettito da autotassazione slittato dal mese di giugno a causa del cambiamento di scadenza dei termini di versamento.

Il fabbisogno dei primi sette mesi dell’anno in corso si attesta a 39.154 milioni, con un aumento di circa 15.700 milioni rispetto al periodo gennaio-luglio 2016, legato anche a fattori straordinari già scontati nei tendenziali di spesa e in linea con le previsioni sottostanti il DEF 2017.

Sul sito del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato è disponibile il dato definitivo del saldo del settore statale del mese di giugno 2017.

Commento

Nel confronto con il mese di luglio 2016, il miglioramento del saldo sconta l’incasso delle imposte in autoliquidazione con scadenza 30 giugno che, a causa delle modalità di versamento, sono acquisite alla tesoreria statale nei primi giorni del mese successivo. Nel complesso, gli incassi fiscali sono aumentati di circa 9.500 milioni rispetto al corrispondente mese del 2016.

Dal lato della spesa, i pagamenti delle amministrazioni centrali sono risultati pressoché in linea con il mese di luglio dello scorso anno, a fronte di un moderato aumento dei prelevamenti di tesoreria da parte degli enti territoriali e dell’INPS per il pagamento delle prestazioni sociali, anche a causa dell’avvio del provvedimento che ha ampliato la platea dei beneficiari della quattordicesima sulle pensioni.

Fonte: MEF.

LUGLIO, INFLAZIONE A 1,1%

Il tasso d’inflazione a luglio frena ancora, per il terzo mese consecutivo, attestandosi all’1,1% (era all’1,2% a giugno). Lo rileva l’Istat nelle stime, spiegando che si tratta del livello più basso da gennaio. Il “live rallentamento”, spiega l’Istituto, è dovuto ai beni energetici, ai servizi per i trasporti e alle comunicazioni. Il cosiddetto carrello della spesa spesa (beni alimentari, per la cura della casa e della persona) segna un aumento su base annua dello 0,8%, in leggero rialzo rispetto a giugno (+0,7%) ma restano comunque sotto al tasso d’inflazione (1,1%). A livello congiunturale registra una flessione dello 0,6%, dovuta al calo per i prezzi dei beni alimentari non lavorati (frutta fresca -6,4% e verdura fresca -3,8%).

Fonte: ANSA  -  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/07/31/luglio-non-scalda-inflazione-giu-a-11_b639a589-d46b-49dc-b8db-6d4228e77176.html

Occupati e disoccupati (dati provvisori)

A giugno 2017 la stima degli occupati cresce dello 0,1% rispetto a maggio (+23 mila), recuperando parzialmente il calo registrato nel mese precedente
(-53 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali.

La lieve crescita congiunturale dell’occupazione è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini si registra un modesto calo, e interessa i 15-24enni e i 35-49enni. Aumentano i dipendenti a termine, sono stabili i dipendenti a tempo indeterminato mentre diminuisce il numero degli indipendenti.

Nel periodo aprile-giugno si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +64 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia, in misura maggiore, a termine. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e si concentra quasi esclusivamente tra gli over 50.

Dopo l’incremento rilevato a maggio, la stima delle persone in cerca di occupazione a giugno cala del 2,0% (-57 mila), tornando su un livello prossimo a quello di aprile. La diminuzione della disoccupazione interessa uomini e donne ed è distribuita tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione scende all’11,1% (-0,2 punti percentuali); anche il tasso di disoccupazione giovanile torna a scendere (-1,1 punti), attestandosi al 35,4%.

La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno sale dello 0,1% (+12 mila), sintesi di un aumento tra gli uomini e un calo tra le donne. L’inattività risulta in calo tra i 15-24enni e i 35-49enni e in crescita nelle restanti classi di età. Il tasso di inattività è pari al 34,9%, invariato rispetto ad maggio.

Nel trimestre aprile-giugno alla crescita degli occupati si accompagna un significativo calo dei disoccupati (-3,9%, -115 mila) e l’aumento degli inattivi (+0,4%, +50 mila).

Su base annua si conferma l’aumento del numero di occupati (+0,6%, +147 mila). La crescita, è determinata principalmente dalle donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+367 mila, di cui +265 mila a termine e +103 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-220 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+335 mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età (-188 mila). Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-5,6%, -169 mila) e gli inattivi (-0,6%, -80 mila).

Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione tra gli ultratrentacinquenni mentre cala tra i 15-34enni.

Fonte: ISTAT - http://www.istat.it/it/archivio/202883

Fmi: italiani guadagnano meno di 20 anni fa

Gli italiani guadagnano in media meno di 20 anni fa, con i salari e la ricchezza della popolazione in eta’ lavorativa scesi sotto i livelli del 1995, prima dell’ingresso nell’euro. Lo afferma il Fmi nell’Article Iv sull’Italia, sottolineando che i redditi pro-capite torneranno a livelli ai livelli pre-crisi solo fra un decennio. La quota degli italiani a rischio poverta’ e’ aumentata al 29%, con un picco del 44% al Sud, mette in evidenza il Fmi. In questo quadro ”l’emigrazione dall’Italia resta elevata”.

L’economia italiana sta sperimentando il ”terzo anno di moderata ripresa economica”. Il Fmi sottolinea che anche se la ripresa e’ prevista continuare ci sono ”significativi”. Fra questi ”l’incertezza politica, possibili ostacoli al processo di riforma, fragilita’ finanziarie e una rivalutazione del rischio di credito durante la normalizzazione della politica monetaria”. Dopo il +0,9% del 2016, il Fmi prevede un pil al +1,3% per il 2017 e all’1,0% nel 2018.

La crescita lenta e la crisi si sono fatte sentire soprattutto sui lavoratori e sui giovani, fra i quali il tasso di disoccupazione e’ ”molto alto”, al 35%. Il Fmi invita il Belpaese a migliorare la contrattazione salariale. ”Allineando i salari alla produzione per lavoratore a livelli aziendale invece che a livello nazionale si tradurrebbe in un aumento del 4% del numero degli impiegati”. Il Fmi, prevedendo un tasso di disoccupazione in calo all’11,4% nel 2017 e all’11,0% nel 2018. 

Agli Usa, benefici da mantenere mercati aperti  - Gli Stati Uniti ”beneficiano dal mantenere aperti i loro mercati”. Lo afferma il Fmi nell’Article Iv per gli Usa, entrando cosi’ nel dibattito sulla revisione degli accordi commerciali alla quale punta il presidente americano, Donald Trump. ”C”e spazio per modernizzare gli accordi commerciali, incluso il Nafta, in modo che si traduca in benefici per tutti i partecipanti”.

Fonte: ANSA - http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/07/27/fmi-italiani-guadagnano-meno-di-20-anni-fa_311095ca-7d4c-424e-9979-aa451fcd546f.html

Il Fmi alza le stime del pil italiano, al +1,3% nel 2017

Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime di crescita per l’Italia. Il pil italiano crescerà quest’anno dell’1,3%, ovvero 0,5 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile. Nel 2018 l’economia crescerà dell’1,0%, ovvero +0,2 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. ”Le stime di crescita per il 2017 sono state riviste al rialzo per diversi paesi dell’area euro, incluse Francia, Germania, Italia e Spagna, per le quali la crescita nel primo trimestre 2017 è stata sopra le attese”.

“Un Paese che migliora le previsioni può avere una legge di bilancio e un abbassamento del debito più significativi e importanti”, ha detto il premier Paolo Gentiloni che ha anche spiegato: “Siamo dentro una fase positiva dell’ Eurozona, ma dobbiamo registrare una cosa interessante: par altri Paesi stiamo parlando di uno scalino che si sale, nel caso italiano di qualche scalino in più”.

 

Il Fondo taglia le stime di crescita per gli Stati Uniti per il 2017 e il 2018, rivedendo allo stesso tempo al rialzo quelle per Eurolandia. L’area euro crescerà quest’anno dell’1,9%, ovvero 0,2 punti percentuali in piu’ rispetto alle previsioni di aprile. Nel 2018 il pil salirà dell’1,7% (+0,1 punti percentuali). Il pil americano crescerà sia quest’anno che il prossimo del 2,1%, rispettivamente 0,2 e 0,4 punti percentuali in meno rispetto alle stime di aprile.

La ricetta del Fmi per far proseguire la crescita economica mondiale è quella di andare avanti con le riforme, ed evitare politiche che possano alimentare il protezionismo. “Nel lungo termine il non aumentare il potenziale di crescita e il non rendere la crescita più inclusiva potrebbero alimentare il protezionismo e ostacolare le riforme”, afferma il Fmi nell’aggiornamento del World Economic Outlook, sottolineando che il rischio è quello di una produttività globale più bassa e di danni per le famiglie a basso reddito.

Fonte: ANSA  -  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/07/24/fmi-alza-pil-italia-13-in-2017_f8af172f-652f-461e-b92a-c525e8608fde.html