Savona, rafforzare i pilastri dell’Ue: mercato comune ed euro

Rafforzare i due pilastri dell’Ue, mercato comune ed euro. Lo ha detto il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, in un passaggio del suo intervento di apertura della conferenza internazionale Cooperation Project 2, promossa dal Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Ue. “Due pilastri su cui si fonda l’Unione europea sono il mercato comune e l’euro. L’uno implica”, l’altro ha sottolineato Savona, “noi chiediamo il rafforzamento di questi due pilastri al servizio dei cittadini europei. Questa iniziativa è pertanto una tappa indispensabile”.

A proposito delle frodi contro l’Ue, Savona ha detto che queste “sono una violazione delle regole di buon funzionamento del mercato comune ben noto agli economisti. Il mio collega al Mit di Cambridge, George Akerlof, ha vinto il Premio Nobel dell’economia principalmente per aver scritto nel 1970 un saggio breve sull’argomento (The market of Lemons, ndr). La lotta alle frodi è un compito indispensabile per quell’Europa più forte e più equa che si prefigge di raggiungere il Governo di cui faccio parte”.

La Cooperation Project 2 è organizzata dal Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Ue, che opera presso il Dipartimento Politiche Europee e dal Comando Generale della Guardia di Finanza.

Fonte: MilanoFinanza  –  https://www.milanofinanza.it/news/savona-rafforzare-i-pilastri-dell-ue-mercato-comune-ed-euro-201806081126343209

Entrate tributarie: 128,2 miliardi (+2,8%) nei primi quattro mesi del 2018

Comunicato Stampa N° 92 del 05/06/2018

Nel periodo gennaio-aprile 2018, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 128.217 milioni di euro, segnando un incremento di 3.533 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2,8%). Al risultato contribuiscono sia le imposte dirette (+2,9%) sia quelle indirette (+2,8%).

IMPOSTE DIRETTE 
Il gettito delle imposte dirette risulta pari a 68.916 milioni di euro, con un aumento di 1.940 milioni di euro (+2,9%) rispetto al primo quadrimestre del 2017. La crescita riflette essenzialmente l’andamento delle ritenute IRPEF sui lavoratori dipendenti e sui pensionati (+1.372 milioni di euro, +2,5%). Nel periodo mostra un incremento significativo il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+53,8%), per effetto del versamento nel mese di febbraio dell’imposta sui risultati della gestione individuale di portafoglio in regime di risparmio gestito, che riflette la performance positiva dei mercati nel corso del 2017. Significativo anche il gettito dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+38,9%) che evidenzia i risultati positivi dei rendimenti medi ottenuti nel 2017 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari.

Le entrate dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e le ritenute sugli interessi ed altri redditi di capitale mostrano una crescita pari a +6,0% per effetto dell’andamento positivo delle ritenute sui redditi da capitale diversi dai dividendi e delle ritenute su proventi di fondi d’investimento in valori mobiliari di diritto estero. 

Positivo l’andamento dell’IRES che registra una crescita di 212 milioni di euro (+18,5%).  

IMPOSTE INDIRETTE 
Il gettito delle imposte indirette, che ammonta a 59.301 milioni di euro, registra una crescita di 1.593 milioni di euro (+2,8%). Il risultato è legato all’andamento del gettito dell’IVA (+407 milioni di euro, +1,2%) e, in particolare, della componente sugli scambi interni che aumenta di 327 milioni di euro. Positiva la dinamica del prelievo sulle importazioni (+80 milioni di euro, +1,8%). 
Tra le imposte indirette,  mostrano un significativo incremento le entrate dell’imposta di registro (+13,8%, pari a 205 milioni di euro), i versamenti del canone di abbonamento radio e TV (+13,1%, pari a 52 milioni di euro) e dell’imposta di bollo (+20,0%, pari a 451 milioni di euro).

ENTRATE DAI GIOCHI 
Le entrate dei giochi, nei primi quattro mesi del 2018, ammontano a 4.920 milioni di euro con una variazione positiva di 311 milioni di euro (+6,8%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

ENTRATE DA ACCERTAMENTIO E CONTROLLO 
Le entrate tributarie derivanti dalle attività di accertamento e controllo si sono attestate a 2.789 milioni (+186 milioni di euro, pari a +7,1%) di cui: 1.435 milioni di euro (–109 milioni di euro, –7,1%) sono affluiti dalle imposte dirette e 1.354 milioni di euro (+295 milioni di euro, +27,9%) dalle imposte indirette.

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie  del periodo gennaio-aprile 2018, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che presenta l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento. È disponibile anche il report “ Entrate Erariali F24 maggio 2018 che analizza l’andamento delle entrate tributarie versate con il modello F24 relativo al periodo gennaio-maggio 2018, fornendo una prima anticipazione dell’andamento delle stesse.

Vent’anni di Bce

Tre presidenti nell’arco di due decenni, al servizio di 340 milioni di cittadini, con una mission vergata nei Trattati sempre al centro del suo operato: mantenere la stabilità dei prezzi. La Banca centrale europea, istituita il primo giugno 1998, succedendo all’Istituto monetario europeo in vista dell’introduzione dell’euro nel gennaio 1999, ha appena compiuto 20 anni. Allora i paesi aderenti all’Eurosistema erano 11: oggi sono 19, ma il numero sale a 21 se si considera che Montenegro e Kosovo hanno adottato la moneta unica unilateralmente. Nell’elenco vanno poi inclusi gli accordi monetari che hanno fatto dell’euro la moneta ufficiale di quattro mini-stati: Andorra, San Marino, Monaco e Città del Vaticano.

Dalle analisi sui rischi per il sistema bancario dei paesi dell’euro alle proposte per le politiche macroprudenziali ai governi, al recente Qe, tra le varie azioni, per assicurare un ritorno dell’inflazione prossima al valore di riferimento del 2%. La politica monetaria della Bce – che per via del QE ha accresciuto il suo bilancio, che oggi vale il 40% del Pil dell’Eurozona – ha contribuito alla crescita dell’economia dell’area della moneta unica, con il pil medio procapite che dalla creazione dell’euro a oggi è salito da circa 21 mila euro a 32mila.

Ma le politiche di Francoforte hanno impattato anche l’occupazione: tra il 2012 e il 2017 sono stati creati sette milioni di nuovi posti di lavoro nell’area dell’euro e il 71% delle persone in età lavorativa è ora al lavoro. Ma ci sono anche altri aspetti che incidono in modo ancora più stretto nella nostra quotidianità, l’Eurotopwer per esempio insieme alle banche centrali dei 19 paesi della moneta unica produce le banconote in euro che ritirate dal bancomat. Dal 2002 ha prodotto 130 miliardi di banconote. Dal 2014 inoltre la Bce ha adottato nuovi e fondamentali compiti, controllando direttamente le più grandi banche dell’area dell’euro.

Lo staff della vigilanza dell’Eurotower conta inoltre circa 1200 dipendenti che esaminano da vicino 118 grandi banche e stabiliscono linee guida per il settore. Il sistema di pagamento Target2 si occupa di 350.000 transazioni al giorno, con un valore giornaliero di 1.700 miliardi di euro.

Tre i presidenti dalla sua istituzione: il primo, l’olandese Wim Duisenberg dal primo giugno 1998 al 31 ottobre 2003; a seguire il francese Jean Claude Trichet, dal primo novembre 2003 al 31 ottobre 2011, e l’attuale presidente Mario Draghi, in carica dal primo novembre 2011. In tutto gli oltre 3mila dipendenti che lavorano all’Eurotower provengono da tutta Europa, 23 lingue in tutto nella Babele di Francoforte, un grattacielo da 185 metri in cima al quale nidificano i falchi.

L’inclusione è un principio al centro dell’ambiente di lavoro con reti interne allo staff che includono la rete Rainbow, la rete Wow (Women Organize Women) e il gruppo etnico e culturale.

Fonte: ADNKronos  –  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/06/02/vent-anni-bce_gTh9q9okreVcR3btAPEvEO.html

Spread in discesa, Piazza Affari chiude in rialzo. Bene le banche

Ha chiuso in rialzo Piazza Affari all’indomani dell’annuncio della nascita del nuovo Governo che ha giurato oggi. Con lo spread assestato a 229,98 punti base, a fronte dei 300 di martedì scorso in pieno stallo politico, l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,49% a 22.109 punti, riportandosi così al di sopra dell’1,17% sul valore di inizio anno, sotto cui era sceso mercoledì. Elevati gli scambi per 4,3 miliardi di euro di controvalore in una giornata positiva per quasi l’intero listino. Poche le eccezioni, tra cui Fca (-4,53%), protagonista di una improvvisa inversione di rotta dopo un avvio scoppiettante, nel giorno in cui l’ad Sergio Marchionne ha presentato il piano industriale al 2022. Sugli scudi Banco-Bpm (+8,45%), favorita anche dalla cessione di Npl per 5,1 miliardi, seguita da Bper (+7,87%), Ubi Banca (+5,7%), Unicredit (+3,93%) e Intesa (+3,3%). In controtendenza Mps (-0,37%), mentre Banca Ifis, attiva nella gestione di Npl, ha guadagnato l’8,42%. Rally di Grifal (+15,39%), nel giorno del debutto su Aim, il mercato alternativo dei capitali di Piazza Affari.

Lo spread tra Btp e Bund chiude in deciso calo a 226 punti basedai 241 della chiusura di ieri nel giorno del giuramento al Quirinale del nuovo governo. Nel corso della seduta il differenziale è sceso fino a 211 punti base. Il rendimento del titolo decennale italiano scende al 2,64%.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/05/30/borsa-spread-petrolio-cambi-euro-piazza-affari-governo_14c436c5-f53a-4f3f-bd0d-a76a99369178.html

G7: Mnuchin, è importante Italia resti in area euro

“E’ importante per l’Italia restare nell’area euro, essere parte dell’Europa”. Lo afferma il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, a margine dei lavori del G7. “Assolutamente no”, così Mnuchin risponde a chi gli chiede se è preoccupato o meno per l’Italia. 

“Lavoreremo con il nuovo governo”, al quale va data “una opportunità”. Poi in merito alla reazione forte dei mercati ai problemi dell’Italia nei giorni scorsi Mnuchin ha risposto che “il mercato ha avuto dei problemi. Il governo sa e capisce le questioni che deve affrontare. Dovranno lavorare con l’Europa, con noi. Rispettiamo il processo del nuovo governo”.

Padoan non partecipa a vertice, rientra in Italia  – Pier Carlo Padoan non partecipera’ al G7 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali. Partito dall’Italia per partecipare all’incontro, Padoan ha deciso di tornare indietro durante uno scalo tecnico per motivi istituzionali, una volta appresa la notizia sui tempi del giuramento del nuovo governo. Nella delegazione italiana al vertice ci sara’ invece il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/06/01/g7-mnuchin-lavoreremo-con-nuovo-governo-italia_a14c70c2-e66c-46a0-a978-553540db95d5.html

Moscovici, non speculare sull’economia italiana. E’ in ripresa

Sull’economia italiana “ci sono voci infondate e inopportune”, al contrario “l’Italia emerge da un lungo periodo di crisi” con “miglioramenti reali”, quindi “bisogna concentrarsi su questi fatti piuttosto che speculare”.
Così il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici.
“Ci sono frustrazioni e collera, dobbiamo ascoltarle”, ed è “evidente che quanto succede in Italia ha un’importanza per l’Ue, l’eurozona e il mondo intero” ha aggiunto.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/05/31/moscovici-non-speculare-su-italia_548c87ea-c7b7-498e-bd49-b527ab0992fa.html

Inflazione raddoppia a maggio all’1,1%

L’inflazione a maggio registra una significativa accelerazione, salendo all’1,1% dallo 0,5% di aprile. Lo rileva l’Istat nella stima provvisoria, spiegando che si tratta del livello più alto dal settembre scorso. Il tasso è più che raddoppiato in un solo mese, trainato dai rincari degli alimentari, in particolare freschi, e da quelli di benzina e gasolio. Su base mensile l’aumento dei prezzi è dello 0,4%.
L’andamento è stato simile in Europa. Secondo Eurostat, l’inflazione a maggio è salita all’1,9% dall’1,2% di aprile.
L’energia ha avuto l’impatto maggiore (6,1%, rispetto al 2,6% di aprile), seguita da cibo, alcol e tabacco (2,6%, rispetto a 2,4% di aprile), servizi (1,6%, dall’1%) e beni industriali non energetici (0,2%, da 0,3%).

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/05/31/inflazione-raddoppia-a-maggio-all11_cc81f9ce-212c-4372-802e-fc3a730e96af.html

I motivi del panico in Borsa

Non c’è solo sfiducia, ma anche algoritmi, automatismi e nuove posizioni corte aperte sull’azionario e sull’obbligazionario italiano tra i motivi della fuga disordinata e del panico visto sulla Borsa di Milano nelle ultime cinque sedute. Oggi il Ftse Mib corre, ma il rialzo è frutto più che altro di ricoperture e rimbalzi tecnici. Secondo esperti di trading contattati dall’AdnKronos, i movimenti vorticosi degli ultimi giorni, destinati a continuare finché non ci sarà un Governo, non sono dovuti a un timore generalizzato per il debito e i fondamentali economici dell’Italia, tra l’altro in decisa ripresa da quasi un anno. Sono, bensì, anche frutto di operazioni speculative di grandi fondi per lucrare – e allo stesso tempo proteggersi – dalla crisi politica e dal deficit comunicativo degli ultimi giorni.

Ma andiamo con ordine. Intanto, cosa significa posizione corta? E’ una scommessa al ribasso, aperta mediante la vendita allo scoperto, che permette un guadagno finanziario nel caso in cui il prezzo di un titolo scenda a un determinato livello. Delle posizioni corte si può conoscere la quantità di azioni di una certa società per cui si è ‘shortato’ rispetto alla sua capitalizzazione complessiva. La Consob offre un elenco aggiornato quotidianamente: a ieri, 29 maggio, avevano aggiornato il giorno prima le loro posizioni corte sui titoli italiani – soprattutto bancari – grandi investitori come Viking Global, Engadine Partners, Marshall Wace, Lansdowne Partners, Pdt Partners, Alvento Capital Partners, Kairos e Pictet Asset Management.

In realtà, gli stessi movimenti sono aumentati durante tutto il mese di maggio e soprattutto nelle ultime due settimane, con l’attivismo, in particolare, di Aqr Capital, BlackRock e del fondo Bridgewater, che ha scommesso al ribasso su titoli ad alta capitalizzazione, come Eni ed Enel. Segno, fanno notare dalle sale operative, della ‘serietà’ dei giochi speculativi, perché vendite su titoli più capitalizzati sono più rischiose ma rendono di più. Diverso è il discorso delle posizioni corte sull’obbligazionario per le quali, si apprende sempre, non c’è nessun obbligo di comunicazione. “Sicuramente la speculazione ribassista in questi giorni ha pesato parecchio. Diciamo che in generale sull’azionario italiano c’erano posizioni aperte e sappiamo che buona parte del ribasso è dovuta alle uscite di grandi investitori internazionali”, conferma all’Adnkronos Giuseppe Sersale, analista di Anthilia Capital Partners Sgr.

I Titoli di Stato italiani, che sono molto liquidi, “offrono un panorama perfetto per shortare”. Attitudine alla base del fortissimo panic selling di ieri che ha portato il differenziale con i Bund tedeschi ad allargarsi di 70 punti base in poche ore. Oggi, le aste di Btp sono andate bene, ma con un fortissimo rialzo dei rendimenti. Nel caso dei titoli a cinque anni, ad esempio, è stato assegnato il massimo in offerta (1,75 miliardi) ma con un rendimento volato al 2,32%, 175 punti in più rispetto all’ultima asta. “Segno che ci sono state delle ricoperture: in questi casi, quando gestori e fondi contabilizzano un buon profitto, ricoprono la loro posizione comprando”. Lo stesso principio alla base dei rimbalzi sulla Borsa di Milano.

“Il peso della vendita di posizioni è stato impattante e significativo in questi giorni”, afferma a sua volta Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti Am Sim, che lo vede in particolare sui future dei Btp a dieci anni, che il mercato prende come riferimento per il calcolo dello spread tra Btp e Bund tedeschi. “Questi movimenti da un lato sono uno strumento speculativo: un modo veloce e comodo – dice – per portare a casa guadagni in casi di alta volatilità.

Dall’altro lato, sono uno strumento tecnico di protezione dal rischio“. Insomma, “se nel mio portafoglio ho tanti Btp e ritengo che ci sia un rischio che il prezzo dei miei titoli scenda vendo future al ribasso sui miei Btp e mi copro da questo rischio di discesa”.

Poi, c’è l’altro aspetto, quello degli automatismi dell’algo-trading, che programmano gli scambi sulla base di alcuni avvenimenti. Sistemi di questo tipo si muovono in massa e sono tarati per reagire alla massima perdita accettabile oppure agli aumenti della volatilità sui titoli e sugli indici. “E’ quasi certo che abbiano già impattato sulle Borse nei giorni scorsi con chiusure di posizioni o apertura di posizioni corte. Il grosso impatto di questi sistemi c’è – spiega Allegri – quando aumentano volatilità e incertezza“. Dunque, è sicuro che le oscillazioni continueranno anche nei prossimi giorni.

Un fattore da non dimenticare, poi, è che l’esposizione sul mercato obbligazionario e azionario italiano nei primi mesi dell’anno è stata molto forte e molto positivo. Tanto che almeno fino al 4 marzo quella di Milano era la Borsa migliore dell’Eurozona. “Le discese che abbiamo visto sono state facilitate dal fatto che molte posizioni fossero in utile rispetto all’inizio dell’anno sul mercato italiano, quindi qualcuno ha colto l’occasione per prendere il suo beneficio oppure si è spaventato chiudendo le posizioni”. Con la giornata di ieri, il saldo del Ftse Mib rispetto all’inizio del 2018 era a -0,6%, quindi tutti guadagni sono stati azzerati.

Per l’obbligazionario è ancora peggio: rispetto ai prezzi di inizio anno, la variazione è – 8%, calcola Allegri. “Un evento straordinario: difficilmente si assiste a variazioni così marcate. Le conseguenze le vedremo nelle prossime settimane, quando semplici risparmiatori inizieranno a vedere nei loro rendiconti trimestrali performance negativi che in alcuni casi non avevano mai visto in precedenza”. A quel punto dovranno scegliere, se vendere o mantenere i Btp in portafoglio, per non materializzare la perdita, ma con il rischio che aumenti. Dilemma difficile da valutare per tutti, professionisti e non.

Fonte: ADNKronos  –  http://www.adnkronos.com/soldi/finanza/2018/05/30/perche-del-panico-borsa_MBfgDx2iq5Q7OJK6sRsK6H.html

Asta Bot, rendimento vola

Nella prima asta di titoli di Stato italiani dopo la crisi politica scoppiata domenica scorsa il mercato lancia un messaggio chiarissimo: infatti il Tesoro è riuscito a collocare tutti i 5,5 miliardi di Bot a 6 mesi offerti ma solo con un balzo di ben 163 punti del rendimento che tocca l’1,213%. Appena un mese fa, nell’ultima asta di questo tipo, il rendimento era stato ancora negativo, -0,421%. Piuttosto bassa la domanda pari a 6,54 miliardi (rapporto di copertura 1,19).

Fonte: ADNKronos  –  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/05/29/asta-bot-rendimento-vola_mil69xywh2ybw2FU7oU69H.html?refresh_ce

Bankitalia: “Calo mercati è emotivo”

“E’ grave e non ci sono giustificazioni, se non emotive, per ciò che osserviamo oggi sui mercati”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nel corso delle considerazioni finali lette all’Assemblea annuale.

“Il destino dell’Italia è quello dell’Europa”, ma quella del nostro Paese “deve essere una presenza autorevole nel dibattito sulla ridefinizione degli assetti normativi e istituzionali dell’Ue, presenza ancora più importante nell’attuale fase di grandi trasformazioni sociali, economiche e finanziarie”, ha aggiunto Visco. “Siamo parte di una grande area economica profondamente integrata il cui sviluppo determina il nostro e allo stesso tempo ne dipende” ricorda Visco che ammette come “l’Europa ha bisogno di rivedere gli strumenti esistenti e di crearne di nuovi, comuni, per affrontare gli shock economici in un contesto ni cui quelli nazionali sono deboli o indisponibili”.

Il governatore ricorda che “dopo le riforme degli scorsi anni, ulteriori progressi sembrano al momento bloccati dalla preoccupazione per le vulnerabilità finanziarie, pubbliche e private e dalla sfiducia reciproca”. Ma se “l’Unione europea e l’area dell’euro non hanno un governo comune, la sua lontananza non deve fiaccare la volontà di partecipare con vigore e da protagonisti al dialogo e agli approfondimenti dai quali dipende nei prossimi anni la prosperità dei cittadni europei”.

“E’ a tutti evidente la delicatezza e la straordinarietà del momento che stiamo vivendo – ha poi aggiunto – Se è auspicabile che siano definiti con chiarezza e lungimiranza gli obiettivi e i progetti delle diverse forze politiche non sarebbe saggio ignorare le compatibilità finanziarie”. “E non per rigidità a livello europeo o minacce speculative ma perché le nostre azioni, i nostri programmi forniscono i segnali che orientano l’allocazione delle risorse a livello nazionale e globale”, ha sottolineato.

Non sono le regole europee il nostro vincolo, è la logica economica“, ha quindi ribadito Visco ricordando come a questa logica “è strettamente connesso l’obbligo, che tutti abbiamo, di non compromettere il futuro delle prossime generazioni: accrescere il debito vuol dire accollare loro quello che oggi non si vuole pagare”.

Fonte: ADNKronos  –  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/05/29/bankitalia-destino-italia-quello-dell-europa_oB2FudSzvILQPmh1onKsUO.html