La Germania contro Draghi: adesso ci vuole una stretta

“La politica monetaria straordinaria implica che non è usuale o normale, per cui occorre tornare a una politica monetaria normale”. E’ quanto riporta il Financial Time, citando le parole del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, intervenuto a un convegno di Handelsblatt, in collegamento satellitare. Secondo Schaeuble la normalizzazione monetaria, cioè il ritiro del Qe e dei tassi di interesse negativi ora è possibile perché la ripresa dell’economia dell’Eurozona è abbastanza forte da consentirlo. “Siamo tornati a una situazione normale prima di quanto pensassimo” aggiunge Schaeuble, che ha parlato alla vigilia del direttivo della Bce.

L’intervento di Schaeuble fa eco all’invito alla Bce, espresso dal numero uno di Deutche Bank, John Cryan, ad avviare una stretta monetaria. Poco importa dei rafforzamenti dell’euro, ha detto Cryan, esortando la Bce a procedere a una stretta monetaria. Perché a suo dire “vediamo sempre più segni di bolle in aree dei mercato dove non ci saremmo attesi di verdele”.

“L’era della moneta a basso costo deve terminare, a dispetto di rafforzamenti dell’euro”, ha proseguito il numero uno di Deutsche Bank  , perché ha anche favorito l’insorgere di “nuove turbolenze”. E in particolare la linea dei bassi tassi di interesse “è stata in parte responsabile del declino degli utili nelle banche europee”, a livelli che secondo il banchiere sono appena del 23% di quelli cui si attestavano prima della crisi.

Fonte: Milano Finanza  -  https://www.milanofinanza.it/news/la-germania-contro-draghi-adesso-ci-vuole-una-stretta-201709061454351809

Pil, Istat: verso crescita più forte

In un quadro internazionale caratterizzato dalla crescita dell’economia statunitense e dell’area euro, l’economia italiana accelera sostenuta da una crescita diffusa tra i settori produttivi e dall’aumento dell’occupazione. L’indicatore anticipatore mantiene un’intonazione positiva segnando un rafforzamento delle prospettive di crescita. Lo indica l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana.

Ad agosto l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un forte aumento alimentato dal miglioramento di tutte le componenti e dalla diminuzione delle aspettative sulla disoccupazione. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un aumento anche se i segnali sono eterogenei tra i diversi settori economici.

Il clima di fiducia delle imprese, rileva l’Istat, è aumentato nella manifattura (con un peggioramento dei giudizi sugli ordini, ma un miglioramento delle attese sulla produzione) e nei servizi; nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio ha evidenziato un peggioramento. L’indicatore anticipatore mantiene una intonazione positiva segnalando un rafforzamento delle prospettive di crescita.

Fonte: ADNKronos  -  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/09/05/pil-istat-verso-crescita-piu-forte_zIgLZgdVl4eQBVlg01OznM.html

Istat conferma +0,4% Pil II trimestre. +1,5% annuo

Nel secondo trimestre del 2017 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016.
Lo rileva l’Istat, confermando le stime diffuse il 16 agosto.

“Anche oggi arrivano buoni segnali economici: mi auguro ci consentano di proseguire la strada per assicurare altre risorse contro la povertà e l’esclusione sociale”, commenta il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Come quindi già annunciato, l’Italia cresce ininterrottamente da dieci trimestri consecutivi, cioè dai primi tre mesi del 2015.

La variazione acquisita del Pil, quella che si registrerebbe in caso di crescita nulla nella restante metà dell’anno, per il 2017 è pari a +1,2% (la previsione ufficiale del Governo è ferma al Def di aprile dove si indicava una crescita dell’1,1%).

Bene industria (+0,6%) e servizi (+0,4%), rialzi controbilanciati dalla dalla diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura (-2,2%). Gli investimenti fissi lordi nel secondo trimestre del 2017 hanno ripreso a crescere, dopo un primo trimestre in negativo, con un aumento dello 0,7% in termini congiunturali e del 2,6% su base annua.

Fonte: ANSA  -  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/09/01/istat-conferma-04-pil-ii-trimestre_707ec43d-4fd4-4f4f-8caf-bb6f035389cc.html

Istat, inflazione sale ad agosto: +1,2%

Nel mese di agosto, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’1,2% rispetto ad agosto 2016 (era +1,1% a luglio). Lo rende noto l’Istat in un comunicato precisando che la lieve ripresa dell’inflazione “si deve principalmente ai prezzi dei beni energetici non regolamentati, la cui crescita si porta a +4,3% (da +2,1% del mese precedente) e alla dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+4,4%, in accelerazione dal +3,2% di luglio)”.

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di due decimi di punto percentuale (+1,0% da +0,8% di luglio), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +0,9% (come nel mese precedente). L’incremento su base mensile dell’indice generale è ascrivibile in larga parte ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,4%), il cui andamento è influenzato da fattori stagionali.

Su base annua accelera la crescita dei prezzi sia dei beni(+0,9% da +0,8% di luglio) sia dei servizi (+1,6% da +1,3%) Ad agosto, quindi, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma positivo e pari a +0,7 punti percentuali. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dell’1,4% su base annua (era +1,2% a luglio).

Fonte: ADNKronos  -  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/08/31/istat-inflazione-sale-agosto_cSynV7KSSGBT59dAebxRQO.html?refresh_ce

Moody’s rivede il Pil dell’Italia +1,3%

Moody’s rivede al rialzo le stime di crescita dell’Italia per il 2017 e il 2018. Per quest’anno e l’anno prossimo l’agenzia di rating prevede una crescita del Pil dell’1,3% contro lo 0,8% e l’1% stimato in precedenza. La crescita è sostenuta “dalla politica monetaria e di bilancio e da una ripresa più forte nella Ue”, spiega Moody’s. Rivista in meglio anche la crescita economica della Germania al 2,2% e al 2% e della Francia all’1,6% sia per il 2017 che per il 2018.

Nel complesso Moody’s, nel suo Global macroeconomic outlook, stima una crescita per l’intera Eurozona del 2,1% nel 2017 e dell’1,9% nel 2018 dopo una espansione dell’1,7% nel 2016. “Gli indicatori suggeriscono un’accelerazione della crescita per il resto dell’anno e l’indice di fiducia dei consumatori ai massimi da 16 anni fa ben sperare per una ripresa dei consumi”.

Fonte: ANSA  -  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/08/30/pilmoodys-rivede-crescita-italia-13_e0272f21-012a-40d1-9f87-77e7998431c3.html

Euro sopra 1,2 dollari, al top dal 2015

L’euro sfonda la soglia psicologica di 1,2 dollari e si porta a un massimo di seduta di 1,2018 dollari. La soglia degli 1,2 dollari è superata per la prima volta dal gennaio 2015.
Allo stesso tempo, i venti di guerra provenienti dalla Corea del Nord, con il missile lanciato contro il Giappone, spingono le quotazioni dell’oro, tradizionale bene rifugio. Il metallo prezioso è salito fino a quota 1.322,41 dollari l’oncia, il livello più alto dal novembre dello scorso anno.

Fonte: ANSA  -  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/08/29/euro-sopra-12-dollari-al-top-dal-2015_d76ca0b5-2775-4b89-8158-bf7a204087b2.html

Otto mesi di riscossa per le banche in Borsa, Ubi in pole

Nella lista dei tre migliori titoli in Borsa del 2017 potrebbe non esserci il consueto colosso industriale ma, a sorpresa, una banca. A oggi, è proprio Ubi banca uno dei ‘top player’ a Piazza Affari da gennaio, in un anno che potrebbe essere ricordato come quello della riscossa per il settore finanziario, dopo almeno dieci anni da incubo. “E’ possibile che ci sia una leggera correzione da qui a fine anno ma le prospettive delle banche italiane sono buone”, dice Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners sgr, conversando con l’Adnkronos. Nel novero dei maggiori rialzi, finora, la banca guidata da Victor Massiah è al secondo posto, sul podio, tra Ferrari e Moncler, due giganti del Made in Italy nel mondo. In otto mesi, Ubi ha quasi raddoppiato la sua capitalizzazione di Borsa: il titolo è cresciuto del 63 per cento e le sue azioni sono passate da un valore di 2,9 mld di euro a 4,7 mld. Rispetto a un anno fa, le quotazioni sono cresciute dell’80 per cento, seconde solo – di nuovo – a Ferrari e Prysmian.

Un caso più unico che raro, tra l’altro, nel panorama delle società che annunciano e portano a termine un aumento di capitale, come è stato per quello da 400 milioni di euro chiuso dall’istituto a giugno e legato all’acquisizione delle tre banche ponte, Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. Passate indenni dalla breve volatilità sul listino di Milano legata alla messa in sicurezza di Bpvi e Veneto banca, sono anche le altre banche del Ftse Mib, che in otto mesi hanno portato l’indice settoriale Ftse Italia Banche a un balzo del 60%. Ad esempio, Unicredit. Chiuso l’aumento da 13 miliardi a febbraio, il suo titolo è cresciuto del 40%. Dall’arrivo dell’ad Jean Pierre Mustier è salito dell’80%. E’ andata bene anche a Intesa SanPaolo: le azioni in Borsa non hanno mai smesso di crescere da fine febbraio, salendo in sei mesi del 35%. Banco Bpm, nello stesso periodo, è salita del 40%.

“A livello aggregato – sottolinea Sersale – la crescita è stata del 20 per cento: è difficile fare previsioni su come andrà il quarto trimestre in Borsa, ma si può immaginare che manterranno questo rialzo a fine anno, sempre che la ripresa dell’economia italiana si consolidi. Le maggiori banche – dice – sono state ricapitalizzate e le più deboli messe in sicurezza; i nuovi non performing loan stanno diminuendo, così come gli accantonamenti, e quindi gli utili possono aumentare”. Considerato tutto questo, è “molto probabile un repricing generale del comparto”, da tempo trattato a sconto e sottovalutato a livello internazionale.

Un report di Goldman Sachs di questi giorni ha suggellato il diverso atteggiamento degli investitori sul mondo bancario italiano. “Il secondo trimestre 2017 – ha sottolineato il report – è stato una pietra miliare in termini di risanamento del mercato per le banche italiane: il 10% di rote registrato deriva dai grandi guadagni realizzati dalle banche più forti nelle acquisizioni di istituti in difficoltà”. La banca d’affari fa notare che con il 2017, “Intesa SanPaolo, Ubi banca e Bper hanno consolidato circa il 3% della loro quota di mercato, realizzando così circa 4 miliardi di euro di plusvalenze”.

Fonte: ADNKronos  -  http://www.adnkronos.com/soldi/finanza/2017/08/24/otto-mesi-riscossa-per-banche-borsa-ubi-pole_nOCcONauyh0AiSteLfi5lO.html?refresh_ce