Industria: Csc, primo trimestre piatto

Nel primo trimestre del 2019 la produzione industriale italiana è rimasta sostanzialmente piatta, con un calo stimato dello 0,1%, dopo il forte arretramento di fine 2018. E’ la stima del Centro studi di Confindustria, secondo cui la domanda interna è stata ancora debole (specie negli investimenti) e la domanda estera ha risentito del rallentamento globale. Il contributo dell’industria alla dinamica del Pil è quindi considerato nullo e le prospettive sono orientate al ribasso.

Fonte: ANSA –
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/03/30/industriacscprimo-trimestre-piatto_35d359e7-8676-4314-8461-ab310e2f0407.html

S&P taglia pil Italia allo 0,1% in 2019, +0,6% nel 2020

Anche S&P Global taglia le stime di crescita sull’Italia. Nel 2019, si legge in un report dedicato all’Eurozona, l’aumento del pil italiano è stato rivisto allo 0,1%, dallo 0,7% previsto a dicembre, con il nostro Paese che si conferma fanalino di coda dell’area euro. Nel 2020 la crescita si fermerà allo 0,6%, in calo rispetto allo 0,9% previsto a dicembre. In frenata tutta l’Eurozona, la cui crescita nel 2019 è stata rivista al ribasso dall’1,6% all’1,1%, a causa soprattutto dal rallentamento di Germania e Italia.

Lagarde, area euro non pronta per prossima crisi – L’area euro non è pronta per la prossima crisi: ”è più preparata” per un’inattesa tempesta economica perchè più ”resistente di 10 anni fa. Ma non è abbastanza resistente. Il sistema bancario è più sicuro, ma non abbastanza sicuro”. Lo afferma il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, spingendo affinchè si compiano progressi sul fronte dell’Unione Bancaria e del Mercato dei Capitali. Lagarde osserva comunque come l’euro ha giocato un ruolo ”centrale per rafforzare l’integrazione europea, che si è tradotta in un aumento degli standard di vita nel Continente”.

”Dopo una formidabile corsa fatta di una crescita relativamente forte negli ultimi anni, l’attività economica nell’area euro sta ancora una volta rallentando e i rischi aumentando”, ha affermato Christine Lagarde.

Un giovane su quattro nell’area euro e’ a rischio poverta’ e questo ”getta un’ombra scura sulla prossima generazione del continente. Una sfida legata a questa e’ l’ascesa dei movimenti populisti in alcuni paesi, che mettono in dubbio l’idea dell’integrazione Europea. Ora e’ il momento di rafforzare questo ecosistema unico”. Lagarde ha sottolineato che ora e’ il momento di dare una spinta all’unione finanziaria nell’area euro.

Fonte: ANSA – http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/03/28/sp-taglia-pil-italia-allo-01-in-2019-06-nel-2020_55f3b47f-e657-4cbc-9974-c470ce35130d.html

Recessione, Confindustria lancia l’allarme : ‘Italia ferma, azzerata la stima del Pil per il 2019’

Il Centro studi di Confindustria vede una “Italia ferma” e azzera le previsioni per il Pil 2019 (già ribassate a ottobre al +0,9%). Pesano anche “una manovra di bilancio poco orientata alla crescita”, “l’aumento del premio di rischio che gli investitori chiedono” sui titoli pubblici italiani, “il progressivo crollo della fiducia delle imprese” rilevato “da marzo, dalle elezioni in poi”. E gli investimenti privati sono per la prima volta in calo (-2,5%, escluse costruzioni) dopo 4 anni di risalita. 

Nel 2019 “per ora non si vede un’inversione di tendenza nei contratti”, i lavoratori dipendenti “sono tendenzialmente fermi, c’è un calo del lavoro a termine ma non è ancora compensato dai contratti a tempo determinato”, sostiene Confindustria definendo il 2018 “a due velocità” visto che nei primi 6 mesi l’occupazione è cresciuta di 198.000 unità mentre nel II semestre è calata di 84.000. Nel 2019 l’occupazione resterà “sostanzialmente stabile (+0,1%)” e aumenterà dello 0,4% nel 2020. 

“Nel 2019 la domanda interna risulterà praticamente ferma e una recessione potrà essere evitata solo grazie all’espansione, non brillante, della domanda estera. A meno che – si avverte nel rapporto  – non si realizzi l’auspicato cambio di passo nella politica economica nazionale”.

Il reddito di cittadinanza e Quota 100 “daranno un contributo, seppure esiguo, alla crescita economica” concentrato nel 2019 ma, avverte il Centro studi Confindustria “queste due misure, realizzate a deficit, hanno contribuito al rialzo dei tassi sovrani e al calo della fiducia, con un impatto negativo sulla crescita”.

“Il Governo ha ipotecato i conti pubblici e non ci sono scelte indolori”, dice Confindustria, sottolineando il “bivio” tra “rincaro Iva” o “far salire il deficit pubblico al 3,5%”. Per annullare il primo e fare la correzione richiesta sui conti “servirebbero 32 miliardi di euro senza risorse per la crescita”. Così appare “inevitabile un aumento delle tasse”. “L’Italia – dice il capoeconomista di Confindustria Andrea Montanino – deve evitare di andare oltre il 3% nel rapporto deficit-Pil: sarebbe un segnale molto negativo per i mercati. Il fatto che lo spread non si è richiuso significa che continuiamo ad essere un paese sotto osservazione. Verremmo puniti dai mercati”.

Con la Cina serve “molta attenzione”, avverte il capoeconomista di Confindustria, Andrea Montanino, che sottolinea un modus operandi nei Paesi dove ha fatto accordi “non con investimenti in equity, con prestiti che spesso non riescono ad essere ripagati perchè le condizioni non sono ottimali, spesso non trasparenti”. Accordi rivolti a “Paesi in una situazione debole economicamente. E se noi siamo considerati così dobbiamo stare particolarmente attenti”. Il rapporto del Centro studi di Confindustria, presentato oggi, commenta le opportunità legate all’accordo sulle nuove vie della seta (“in posizione privilegiata” perché “il 60% degli scambi europei con la Cina avviene via mare” ma avverte che “le tensioni strategiche sino-americane, anche in caso di accordo bilaterale, si riverseranno in territorio europeo”, dal tema degli investimenti cinesi al “5Gg di Huawei”. E sottolinea: “Una maggiore cooperazione con la Cina è necessaria ma senza rotture con il principale alleato atlantico e soprattutto costruendo una posizione negoziale forte”.

Fonte: ANSA – http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/03/27/confindustra-allarme-recessione-italia-ferma-azzerata-la-stima-del-pil-per-il-2019_4c2a4624-9136-4c12-a134-a5ea2c944d7e.html

Programma Trimestrale di Emissione – II Trimestre 2019

Comunicato Stampa N° 60 del 25/03/2019

Nuovi titoli in emissione
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica l’emissione dei seguenti nuovi titoli per il secondo trimestre del 2019:

BTP 5 anni – scadenza 01/07/2024 Ammontare minimo dell’intera emissione: 10 miliardi di Euro
BTP 7 anni – scadenza 15/07/2026 Ammontare minimo dell’intera emissione: 10 miliardi di Euro
CTZ scadenza 29/06/2021 Ammontare minimo dell’intera emissione: 9 miliardi di Euro

L’ammontare minimo si riferisce all’intera emissione, ovvero al valore che il circolante del titolo dovrà necessariamente raggiungere prima di essere sostituito da una nuova emissione sulla stessa scadenza.
Durante il secondo trimestre, potranno altresì essere emessi ulteriori nuovi titoli sulla base delle condizioni dei mercati finanziari.

Riaperture di titoli in circolazione
Sempre nel secondo trimestre del 2019 saranno inoltre offerte ulteriori tranche dei seguenti titoli in corso di emissione:
BTP 15/03/2019 – 15/07/2022 cedola 1,00%
BTP 01/02/2019 – 01/08/2029 cedola 3,00%
CCTeu 15/01/2019 – 15/01/2025

Inoltre, in relazione alle condizioni di mercato, il MEF si riserva la facoltà di offrire ulteriori tranche di titoli nominali in corso di emissione con scadenza superiore ai 10 anni e indicizzati all’inflazione anche al fine di tenere conto di eventuali dislocazioni sul mercato secondario di detti titoli.
Infine il MEF potrà offrire ulteriori tranche di titoli a medio e lungo termine, nominali – a tasso fisso e variabile (CCTeu) – e indicizzati all’inflazione, non più in corso di emissione, per assicurare l’efficienza del mercato secondario.

Per tutte le aste di titoli a medio e lungo termine, nominali – a tasso fisso e variabile (CCTeu) – e indicizzati all’inflazione (BTP€i), il Tesoro utilizzerà la procedura d’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa.

 Programma Trimestrale di Emissione – II Trimestre 2019 (PDF, 353.91 KB)

Fonte: MEF.

Arrivano i ‘Panda Bond’

Realizzazione di un piano di emissioni obbligazionarie, ‘Panda Bond’, e strutturazione di un programma di co-finanziamento per imprese italiane che investono in Cina. E’ quanto prevede l’intesa firmata da Cassa depositi e prestiti e Bank of China Limited, che hanno siglato un accordo di collaborazione strategico per supportare la crescita delle aziende italiane nel mercato cinese. L’accordo, che fa seguito al protocollo d’intesa sottoscritto dalle parti il 28 agosto scorso, è stato siglato dall’Amministratore delegato di Cdp Fabrizio Palermo e dal Chairman di Bank of China Chen Siqing, ed è finalizzato a supportare la cooperazione tra le due istituzioni per reperire risorse finanziarie dedicate alla crescita di aziende italiane in Cina.

Il piano di emissioni da 5 miliardi di renminbi per il quale è stato avviato l’iter autorizzativo da parte di People’s Bank of China ha ad oggetto l’emissione da parte di Cdp di titoli obbligazionari, ‘Panda Bond’, destinati a investitori istituzionali operanti in Cina. I proventi derivanti dalle emissioni verranno utilizzati per finanziare – direttamente o indirettamente – succursali o controllate di aziende italiane con sede in Cina e quindi supportarne la crescita. La liquidità raccolta sarà veicolata alle imprese sia attraverso le banche italiane presenti in Cina, sia attraverso le banche cinesi. Con tale piano di emissioni, Cdp sarebbe il primo emittente italiano, nonché il primo Istituto nazionale di promozione europeo, ad esplorare questo tipo di mercato.

Fonte: ADNKronos – https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2019/03/23/cina-cdp-arrivano-panda-bond_PnHK2dcTcejDT7cmfZ1VNK.html

Confcommercio taglia Pil 2019 a +0,3%

La Confcommercio prevede un rialzo del Pil dello 0,3% per il 2019, contro il +1% indicato lo scorso mese di ottobre, e dello 0,5% nel 2020. L’incremento dei consumi per l’anno in corso scende dallo 0,8% previsto in ottobre allo 0,3%, per salire poi allo 0,5% nel 2020. In diminuzione da +1,2 a +0,3% gli investimenti previsti nell’anno, che saliranno dello 0,7% il prossimo, mentre l’inflazione si attesta all’1,1% (era all’1,4%), per arrivare all’1,4% nel 2020.
Confcommercio calcola anche che il totale disinnesco dell’aumento dell’Iva vale 23,1 miliardi di euro e comporta 382 euro di maggiori tributi a persona con un aumento dell’imposta medio di 889 euro a nucleo famigliare.

Fonte: ANSA – http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/03/22/confcommercio-taglia-pil-2019-a-03_aec55936-9679-466d-8650-7403c6c261bc.html