Bankitalia: record debito novembre a 2.345,3 mld

Nuovo record per il debito pubblico italiano. A novembre è aumentato di 10,2 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.345,3 miliardi. E’ quanto si legge nel supplemento al Bollettino Statistico ‘Finanza pubblica, fabbisogno e debito” di Bankitalia.
Sempre nello stesso mese le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 39 miliardi, in aumento dell’8,7% (3,1 miliardi) rispetto al dato dello stesso mese del 2017, aggiunge Bankitalia. Nei primi undici mesi del 2018 le entrate tributarie sono state pari a 378,7 miliardi, in aumento dell’1% rispetto al dato del 2017.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/01/15/bankitalia-record-debito-a-2.3453-mld_d6706d70-149d-4485-b340-8d41489913e4.html

L’autocritica di Juncker: ‘Austerità avventata’

Al via alla Plenaria a Strasburgo alla seduta solenne per celebrazione i 20 anni dell’Euro. Presenti in aula oltre al presidente dell’Eurocamera Antonio Tajani il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente della Bce Mario Draghi, il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, il presidente della Commissione problemi economici e monetari dell’Eurocamera Roberto Gualtieri, oltre all’ex presidente della Bce Jean-Claude Trichet.

Durante la crisi del debito “c’è stata dell’austerità avventata, ma non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato: le riforme strutturali restano essenziali”. Così il presidente della Commissione Ue Juncker, nel suo intervento in aula a Strasburgo per la celebrazione dei vent’anni dell’euro. 
Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci” durante la crisi del debito.  “Mi rallegro di constatare che la Grecia, il Portogallo ed altri Paesi – ha aggiunto Juncker – hanno ritrovato se non un posto al sole”, almeno “un posto tra le antiche democrazie europee”.

Oggi la maggior parte delle sfide sono globali e possono essere affrontate solo insieme. È questa unione che è la sovranità del mondo, la sovranità che altrimenti andrebbe perduta in questo mondo globalizzato. È proprio in questo senso che la moneta unica ha dato a tutti i membri dell’area euro la propria sovranità di politica monetaria, rispetto agli accordi monetari preesistenti”, ha detto il presidente della Bce Mario Draghi al Parlamento Europeo. Alle 16 Draghi terrà il discorso introduttivo in occasione della presentazione del report annuale della Bce 2017.

Di Maio, le lacrime di coccodrillo di Juncker non mi commuovono – “Il Presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, inizia a sentire il terreno mancargli sotto i piedi a pochi mesi dalle elezioni europee” ma “le lacrime di coccodrillo non mi commuovono. Juncker e tutti i suoi accoliti hanno devastato la vita di migliaia di famiglie con tagli folli mentre buttavano 1 miliardo di euro l’anno in sprechi come il doppio Parlamento di Strasburgo. Sono errori che si pagano”. Così Luigi Di Maio in un post sul blog delle Stelle. 

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/01/15/mario-draghi-al-parlamento-europeo_4ebb535d-e94c-4014-8ac2-80c3c1c5e177.html

Emissione di un nuovo BTP 15 anni

Comunicato Stampa N° 8 del 14/01/2019

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica di aver affidato a Barclays Bank PLC, Citigroup Global Markets Ltd, HSBC France, JP Morgan Securities PLC e UniCredit S.p.A il mandato per il collocamento sindacato di un nuovo benchmark a 15 anni BTP – scadenza 1° marzo 2035. La transazione sarà effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato.

Questo documento non può essere distribuito, direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti d’America, Australia, Canada o Giappone. Questo documento (e le informazioni in esso contenute) non contiene e non costituisce un’offerta di vendita o un offerta di acquisto di strumenti finanziari negli Stati Uniti d’America, Australia, Canada o Giappone o in altre giurisdizioni dove tale offerta sarebbe illegale. Gli strumenti finanziari a cui viene fatto riferimento non sono stati e non saranno registrati ai sensi del U.S. Securities Act of 1933, come modificato (il “Securities Act”) e non possono essere offerti o venduti negli Stati Uniti d’America o a U.S. persons, salvo il caso in cui siano registrati ai sensi del Securities Act o sulla base di esenzioni applicabili ai sensi del Securities Act. Tali strumenti finanziari non saranno oggetto di alcuna offerta pubblica negli Stati Uniti d’America.

Profondo rosso per la produzione auto, -19%. Crolla l’industria, -2,6%. Italia come i big Ue: “Rischio recessione”

La produzione industriale ingrana la retromarcia nei maggiori Paesi europei, pesando come un macigno sull’andamento dell’economia. Il dato italiano, che mostra a novembre 2018 un calo del 2,6% su base annua e dell’1,6% su ottobre, è solo l’ultimo dopo quelli altrettanto negativi di Germania e Francia, tanto da lasciare presagire una possibile recessione in tutta Europa. Dati negativi oggi anche in Spagna e in Gran Bretagna.

I dati italiani – Crolla a novembre 2018 la produzione nel settore auto. Secondo i dati Istat, l’indice corretto per gli effetti di calendario ha registrato un calo del 19,4% su base annuale, cioè nel confronto con novembre 2017, e dell’8,6% su base mensile, ovvero nel confronto con ottobre 2018. Il dato conferma, ma con un ulteriore peggioramento, l’andamento di ottobre, quando era stato registrato un calo tendenziale del 14%. Nella media degli 11 mesi 2018, la produzione è diminuita del 5,1%.

La produzione industriale italiana a novembre 2018 è diminuita dell’1,6% rispetto ad ottobre e del 2,6% rispetto a novembre 2017. Nei primi undici mesi del 2018 la produzione industriale italiana è cresciuta dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Lo comunica l’Istat in base alle stime sulla produzione di novembre, aggiungendo che, nella media del trimestre settembre-novembre 2018, il livello della produzione registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. 

Conte, ce lo attendevamo: bene aver fatto la manovra nel segno della crescita. “Mi attendevo e temevo un dato negativo della produzione industriale: già i dati per alcuni partner europei erano stati anticipati, ed era difficile che anche per l’Italia non fosse di segno negativo”. Così il premier Giuseppe Conte. “Ma ancor di più è importante aver anticipato prima e compreso che sarebbe stata questa la ragionevole evoluzione del trend economico e ancora per questo è stato ancor più importante intervenire con quella manovra economica nel segno della crescita e dello sviluppo sociale”.

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/01/11/crolla-la-produzione-industriale-26-a-novembre_c456215c-c8cb-40ee-b8a8-f14b519c33fa.html

Bankitalia: in un anno +11% Btp in portafoglio banche

I titoli di Stato nel portafoglio delle banche sono saliti ulteriormente in valore nel mese di novembre, raggiungendo i 378,9 miliardi di euro dai 373 miliardi di ottobre. In un anno, l’aumento registrato a novembre – che risente anche delle oscillazioni in controvalore dei titoli – è pari a oltre l’11%, dopo un aumento progressivo quasi costante nel corso del 2018 che inverte il precedente trend di riduzione dell’esposizione bancaria al debito pubblico.

I titoli di Stato nel portafoglio delle banche italiane sono continuati a salire a novembre, raggiungendo un controvalore di 386,3 miliardi di euro (380,4 a ottobre), mai raggiunto nel corso dell’anno passato. Lo si legge nella pubblicazione ‘Banche e moneta’ di Bankitalia.

Le sofferenze nel bilancio delle banche italiane sono scese a novembre del 25,3% su base annua (-24,3% a ottobre) per effetto di cartolarizzazioni.  

Nel mese di novembre i prestiti delle banche al settore privato sono cresciuti del 2,3% su base annua (in rallentamento da 2,7% di ottobre), scrive Bankitalia nel rapporto ‘Banche e moneta’. I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,7% (2,8% nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono cresciuti dell’1,1% (1,5% in ottobre).

Fonte: ANSA  –  http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/01/10/bankitalia-in-un-anno-11-btp-in-portafoglio-banche-_da460eb6-f5d7-40ed-a526-be78aa12fbe4.html

Istat, inflazione frena a 1,1% a dicembre

Il tasso di inflazione a dicembre scende all’1,1%, secondo le stime provvisorie dell’Istat, in “netto rallentamento” rispetto all’1,6% di novembre. Su base mensile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1%. “Gran parte” del rallentamento dell’inflazione è dovuto ai beni energetici non regolamentati (i cui prezzi decelerano da +7,8% di novembre a +2,6%) e, in misura minore, dai beni alimentari lavorati e dei servizi di trasporto.

Per i prodotti di largo consumo, la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona cala da +0,9% di novembre a +0,8% a dicembre. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano in modo più marcato (da +1,9% a +1,3%), a causa della flessione dei beni energetici non regolamentati

FRENA INFLAZIONE IN EUROZONA L’inflazione su base annuale nell’Eurozona a dicembre cala all’1,6% dal 1,9% di novembre. E’ la stima flash di Eurostat. Guardando alle componenti principali è l’energia ad avere l’impatto maggiore (5,5% rispetto al 9,1% a novembre), seguita da alimentari, alcool e tabacchi (1,8% rispetto a 1,9% a novembre), servizi (1,3%, stabile rispetto a novembre) e i beni industriali non energetici (0,4%, stabile rispetto a novembre.

Fonte: ANSA  –   http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/01/04/istatinflazione-frena-a-11-a-dicembre_01233762-bcbb-41ba-bd5c-4421f44f7754.html 

Programma Trimestrale di Emissione – I Trimestre 2019

Comunicato Stampa N° 219 del 20/12/2018

Nuovi titoli in emissione
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica l’emissione dei seguenti nuovi titoli per il primo trimestre del 2019: 

BTP  3 anni –   scadenza 15/07/2022 Ammontare minimo dell’intera emissione:   9 miliardi di Euro

BTP 10 anni – scadenza 01/08/2029 Ammontare minimo dell’intera emissione: 12 miliardi di Euro

CCTeu  Ammontare minimo dell’intera emissione:   9 miliardi di Euro

Con riferimento al nuovo titolo CCTeu, la scadenza sarà compresa tra i 5 ed i 7 anni.

L’ammontare minimo si riferisce all’intera emissione, ovvero al valore che il circolante del titolo dovrà necessariamente raggiungere prima di essere sostituito da una nuova emissione sulla stessa scadenza.

Durante il primo trimestre, potranno altresì essere emessi ulteriori nuovi titoli sulla base delle condizioni dei mercati finanziari.

Riaperture di titoli in circolazione
Sempre nel primo trimestre del 2019 saranno inoltre offerte ulteriori tranche dei seguenti titoli in corso di emissione:

BTP 15/10/2018 – 15/10/2021 cedola 2,30%

BTP 01/08/2018 – 01/10/2023 cedola 2,45%

BTP 17/09/2018 – 15/11/2025 cedola 2,50%

BTP 01/08/2018 – 01/12/2028 cedola 2,80%

CCTeu 15/03/2018 – 15/09/2025

CTZ 30/10/2018 – 27/11/2020

Inoltre, in relazione alle condizioni di mercato, il MEF si riserva la facoltà di offrire ulteriori tranche di titoli nominali in corso di emissione con scadenza superiore ai 10 anni e indicizzati all’inflazione anche al fine di tenere conto di eventuali dislocazioni sul mercato secondario di detti titoli.

Infine il MEF potrà offrire ulteriori tranche di titoli a medio e lungo termine, nominali – a tasso fisso e variabile (CCTeu) – e indicizzati all’inflazione, non più in corso di emissione, per assicurare l’efficienza del mercato secondario.

Per tutte le aste di titoli a medio e lungo termine, nominali – a tasso fisso e variabile (CCTeu) – e indicizzati all’inflazione (BTP€i), il Tesoro utilizzerà la procedura d’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa.