Bce, 4 possibili scenari sulla rimodulazione del Qe

La Bce guarda al futuro dopo il discorso di Draghi. L’agenzia Reuters, citando fonti a conoscenza della discussione, quest’oggi ha riferito che il consiglio della Banca centrale europea ha discusso quattro possibili scenari sulla rimodulazione del Qe, concordando che il prossimo passo debba essere una riduzione dello stimolo stesso da decidere con il più ampio consenso possibile.

Secondo queste fonti, tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbero il taglio degli acquisti a 40 o a 20 miliardi di euro al mese dagli attuali 60 e un’estensione temporale di 6 o 9 mesi. Il focus della discussione è stato l’ammontare complessivo degli acquisti, in cui è stato incluso anche il reinvestimento dei proventi dei titoli nel portafoglio della Bce alla scadenza, il cui importo salirà gradualmente fino a 15 miliardi al mese il prossimo anno. Condivisa anche la decisione di non alzare i tassi fino alla fine del programma: qualsiasi estensione, quindi, posticiperà il momento di un rialzo del costo del denaro. Invece non è sul tavolo il cosiddetto limite per emittente, per cui la Bce non può acquistare più di un terzo del debito di un Paese, dal momento che questo avrebbe potuto esporre il programma a contestazioni legali.

Il primo messaggio importante dato ieri dal presidente della Bce, Mario Draghi, è che la vera riunione sul tapering sarà a ottobre. Sul questo tema c’è stata solo qualche discussione, ma nessuna indicazione è stata data relativamente ai tempi e alle modalità del processo, che sarà comunque lento e graduale. Da un lato, infatti, Draghi ha mantenuto una retorica molto espansiva, dall’altro ha però detto che a ottobre saranno forniti tutti gli elementi sul tapering. “E’ probabile che su questo rinvio abbiano influito implicitamente le prossime elezioni tedesche e il recente rafforzamento dell’euro e che la Bce voglia prendere decisioni solo quando il quadro rispetto a questi due temi sia più chiaro”, ha commentato Maria Paola Toschi, Market Strategist di JP Morgan Asset Management.

L’approccio accomodante espresso ieri dalla Bce è stato adottato grazie anche alle revisione al ribasso delle stime di inflazione, un altro fattore molto importante. Il comunicato della Bce ha mantenuto, comunque, tutta una serie di elementi di grande cautela, incluse quelle parti dedicate al prolungamento del Qe e al mantenimento dell’attuale livello dei tassi di interesse ben oltre la fine del Qe. La preoccupazione della Banca centrale è quella di non interrompere il sentiero di crescita. “I tassi di interesse saranno pertanto ritoccati al rialzo solo nel 2019, considerata anche la fiducia data alle dinamiche del credito. Infine, non ci sono preoccupazioni sul tema della disponibilità dei titoli per continuare il programma di acquisti della Bce e, secondo quanto affermato da Draghi, ciò è stato favorito dalla riduzione dei titoli con rendimenti negativi, un tema che condizionava l’eleggibilità dei titoli stessi all’inserimento nel programma di acquisto”, ha concluso Maria Paola Toschi.

Oggi si è fatto sentire in merito anche il possibile successore di Draghi al vertice dell’istituto di Francoforte, Jens Weidmann. Il presidente della Bundesbank ha sottolineato come l’inflazione nella zona euro sia rimasta debole e come l’outlook dei prezzi sia incerto. Ciò giustifica la prudenza dell’ultimo consiglio.

“Le previsioni pubblicate ieri mostrano che l’incremento dell’inflazione è debole e l’incertezza sul futuro sentiero dell’inflazione è abbastanza grande”, ha detto Weidmann in un intervento pubblico ad Amburgo. Il presidente della Bundesbank, da sempre critico nei confronti del massiccio piano di acquisto di titoli pubblici, ha però invitato la Bce a non perdere il momento giusto per agire. Intanto l’euro continua a dimostrarsi forte, scambia a quota 1,2066 sul dollaro, segno che gli investitori non hanno creduto alle parole da colomba del presidente Draghi. Mentre lo spread Btp-Bund viaggia sotto quota 170 punti a 164,5 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,95%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,38% a 21.805 punti, segnando la migliore performance tra le borse europee.

Fonte: Milano Finanza  -  https://www.milanofinanza.it/news/bce-4-possibili-scenari-sulla-rimodulazione-del-qe-201709081333301047

Bookmark the permalink.