CORSO STUDIO POZZOLI A FIRENZE IL 14 DICEMBRE: IL TESTO UNICO SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Segnaliamo il corso tenuto da Stefano Pozzoli, Professore Ordinario di Economia delle Aziende Pubbliche presso l’Università di Napoli Parthenope, organizzato dallo Studio Pozzoli sul tema

“IL TESTO UNICO SULLE SOCIETA’ PARTECIPATE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE”

che si terrà a Firenze, il 14 dicembre 2016 presso lo Studio Pozzoli, Via G. Monaco 29, 50144 Firenze (FI).

Di seguito il modulo di partecipazione al corso:

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CORSO STUDIO POZZOLI A FIRENZE IL 3 NOVEMBRE: IL TESTO UNICO SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Segnaliamo il corso tenuto da Stefano Pozzoli, Professore Ordinario di Economia delle Aziende Pubbliche presso l’Università di Napoli Parthenope, organizzato dallo Studio Pozzoli sul tema

“IL TESTO UNICO SULLE SOCIETA’ PARTECIPATE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE”

che si terrà a Firenze, il 3 novembre 2016 presso lo Studio Pozzoli, Via G. Monaco 29, 50144 Firenze (FI).

Di seguito il modulo di partecipazione al corso.

http://www.studiopozzoli.net/03-novembre/#

CORSO STUDIO POZZOLI A FIRENZE L’8 SETTEMBRE: IL TESTO UNICO SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

 E’ disponibile la brochure del corso IL TESTO UNICO SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE DALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE che verrà tenuto dal Prof. Stefano Pozzoli a Firenze in data 8 settembre 2016.
Per qualsiasi informazione si contatti lo Studio Pozzoli allo 055-4630736 o alla email dana@studiopozzoli.net.
A presto,

 

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Partecipazioni Pubbliche: aperta la rilevazione annuale, comunicazione al Mef dei dati entro il 15 ottobre

Comunicato Stampa N° 138 del 28/07/2016

Il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aperto oggi la rilevazione annuale sulle partecipazioni pubbliche e sui rappresentanti delle Amministrazioni negli organi di governo delle società e degli enti per l’anno 2015. 
Il termine per la comunicazione obbligatoria dei dati attraverso l’applicativo “Partecipazioni” del Portale Tesoro è fissato al 15 ottobre 2016. 
Quest’anno, per la prima volta, tale comunicazione per gli Enti territoriali è l’unico adempimento necessario in materia di rilevazione delle partecipazioni grazie alprotocollo d’intesa tra il MEF e la Corte dei conti che ha portato all’unificazione delle rispettive banche dati. 
Il sistema informativo del Dipartimento del Tesoro sarà anche il canale di raccolta dei dati necessari a rendere operativo il Testo Unico sulle partecipazioni pubbliche che a breve sarà approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento affida infatti al Ministero dell’Economia e delle Finanze il monitoraggio, l’indirizzo e il coordinamento sulle società a partecipazione pubblica, prevedendo l’utilizzo dell’applicativo sviluppato dal Dipartimento del Tesoro.
Ad oggi la banca dati del Dipartimento del Tesoro è l’unica a livello nazionale a contenere informazioni sulle quote detenute dalle pubbliche amministrazioni, sui principali dati di bilancio delle partecipate, sui servizi che esse svolgono, sui flussi finanziari tra Amministrazione e partecipata, sui rappresentanti dell’Amministrazione negli organi di governo di società/enti, fornendo pertanto un importante strumento conoscitivo. 
La rilevazione delle partecipazioni, assieme a quella dei beni dati in concessione e a quella dei beni immobili, si inserisce nell’ambito del Progetto “Patrimonio della PA”, avviato in attuazione della Legge Finanziaria per il 2010, che ha come obiettivo la ricognizione annuale delle componenti dell’attivo delle Amministrazioni pubbliche finalizzata alla redazione del Rendiconto patrimoniale a valori di mercato. 
La rilevazione dei beni immobili per l’anno 2015 è stata aperta lo scorso 20 giugno e chiuderà il prossimo 30 settembre.

Quesiti sulla comunicazione dei dati possono essere indirizzati alla casella di posta elettronica supportotematicopatrimonio@tesoro.it.
Maggiori informazioni sulla rilevazione delle Partecipazioni e le istruzioni per la comunicazione dei dati sono disponibili sul sito del Dipartimento del Tesoro alla sezione Patrimonio della PA – Partecipazioni delle Amministrazioni Pubbliche.

ULTMI DATI SULLE PARTECIPAZIONI delle PA (anno 2014)

Unificate le banche dati di MEF e Corte dei Conti sulle partecipazioni della P.A.

Comunicato Stampa N° 99 del 26/05/2016

Dimezzati gli adempimenti per oltre 8.000 enti territoriali

Ridurre i costi per la raccolta delle informazioni, semplificare gli adempimenti informativi per oltre 8.000 enti territoriali e migliorare la qualità del dato. 
Questi, in sintesi, i principali obiettivi del protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan e dal Presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri con il quale viene costituita la banca dati unica delle partecipazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche. Fino ad oggi il Mef, attraverso il Dipartimento del Tesoro, e la Corte dei Conti, hanno avuto proprie banche dati sulle partecipazioni pubbliche ed hanno effettuato le rilevazioni in maniera autonoma con una duplicazione degli adempimenti a carico degli enti coinvolti. 
Nel comune obiettivo di rafforzare il monitoraggio e il controllo sul fenomeno delle partecipazioni pubbliche in Italia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Corte dei Conti hanno deciso, già da quest’anno, di effettuare un’unica rilevazione. La Corte dei conti, ha deciso pertanto di mettere in comune la propria banca dati sugli organismi partecipati dagli enti territoriali. La banca dati del Dipartimento del Tesoro, che già raccoglie attraverso il sistema informativo “Patrimonio PA”, i dati sulle partecipazioni di tutte le Pubbliche Amministrazioni, inclusi gli enti territoriali, sarà quindi l’unica fonte di informazione sul fenomeno delle partecipazioni pubbliche su scala nazionale. 
Il protocollo stabilisce che il Dipartimento del Tesoro raccolga attraverso la propria banca dati tutte le informazioni necessarie non solo alla rilevazione delle partecipazioni e dei rappresentanti delle Amministrazioni negli organi di governo di società ed enti, ma anche alle attività di controllo e referto della Corte dei conti.
Si tratta di un’iniziativa di elevato rilievo istituzionale, in quanto la collaborazione sancita porta ad un miglioramento qualitativo e quantitativo della banca dati del MEF, a fronte della rinuncia della Corte dei conti a mantenere un proprio canale informativo. Importante l’impatto in termini di alleggerimento degli adempimenti a carico degli enti territoriali e dei loro organi di revisione. La sinergia fra le due istituzioni – garantita dal Comitato di governo paritetico – oltre a evitare il duplicarsi dell’informazione assicurando maggiore qualità, è in sintonia con gli obiettivi di spending review, producendo risparmi sia finanziari, sia in termini di minori costi correlati alla riduzione dell’impiego di risorse professionali e di tempi dedicati alla compilazione da parte dei soggetti interessati, rendendo più incisiva ed efficace l’azione di governo e controllo sulle partecipate delle Amministrazioni pubbliche. 

In allegato una scheda (PDF, 141.08 KB) con i principali dati sulle partecipazioni delle Pubbliche Amministrazioni contenuti nella banca dati del Dipartimento del Tesoro.

Fonte: MEF.

Patrimonio della PA: al via la rilevazione delle partecipazioni pubbliche per il 2014

 Comunicato Stampa N° 150 del 16/07/2015

Da quest’anno vanno comunicati al Tesoro anche i dati dei rappresentanti delle Amministrazioni negli organi di governo delle società.

Il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze apre oggi la rilevazione delle partecipazioni di tutte le Pubbliche Amministrazioni – centrali, territoriali e non territoriali – e dei rispettivi rappresentanti negli organi di governo delle società per l’anno 2014. Il termine per la comunicazione dei dati è fissato al 15 ottobre 2015.

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Per le partecipate «contra legem» incognita valore sulle cessioni obbligate

Per le partecipate «contra legem» incognita valore sulle cessioni obbligate
di Stefano Pozzoli
I termini di applicazione del famigerato comma 569 dell’articolo 1 della legge 147/2013, che imporrebbe la “cessazione” delle società estranee ai fini istituzionali dell’ente proprietario, stanno venendo a scadenza. Entro il 31 dicembre 2015, infatti, agli enti enti che lo hanno richiesto, nel rispetto del dettato di legge, dovrebbe essere liquidato il valore della propria quota. Come si ricorderà, la norma, limitatamente alle sole partecipazioni “vietate”, prevede due passaggi: anzitutto che sia stata svolta una procedura di evidenza pubblica entro il 31 dicembre 2014, per tentare di vendere le quote, e che questa sia andata infruttuosa. Successivamente la partecipazione viene a cessare «ad ogni effetto», termine giuridicamente di dubbio significato, stante che si tratta di diritti patrimoniali e che il socio ha diritti ma anche doveri, e deve essere liquidata in base ai criteri stabiliti all’articolo 2437ter, comma 2, del Codice civile, ovvero in ragione di una stima fatta dagli amministratori e che può essere contestata solo in via giudiziale (con rischio di oneri a carico del solo ricorrente).
Il correttivo con la retromarcia La disposizione, in verità, è parsa subito a tutti di interpretazione molto criptica, al punto che è stata integrata da una norma “interpretativa”, scritta nel successivo comma 569bis introdotto dal decreto enti locali (articolo 7, comma 8bis del Dl 78/2015) che però, purtroppo, è altrettanto poco chiara.

Proviamo ora a dare una lettura.

Anzitutto, il comma 569bis precisa che le disposizioni del precedente comma 569 «si interpretano nel senso che esse non si applicano agli enti che, ai sensi dell’articolo 1, commi 611 e 612, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, abbiano mantenuto la propria partecipazione, mediante approvazione di apposito piano operativo di razionalizzazione». In sostanza, se l’ente ha cambiato idea sulla «indispensabilità» della società ai propri fini istituzionali (!) la partecipazione «non cessa» o, meglio ancora, “resuscita” ad ogni effetto. Curiosamente, questo riguarda solo società «e altri organismi» (ma, notoriamente, il comma 569 si applica solo alle società e non ad altri organismi) aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali (a però, appunto, non si applica il comma 569, che interviene sulle società vietate), anche solo limitatamente ad alcune attività o rami d’impresa (e proprio per questi ibridi, viene da pensare, è stata creata la norma “interpretativa”). Lasciamo perdere le sbavature.
Ultima parola all’assemblea

Soprattutto, il comma 569bis rompe l’automatismo della cessazione previsto dalla regola precedente, perché «la competenza relativa all’approvazione del provvedimento di cessazione della partecipazione societaria appartiene, in ogni caso, all’assemblea dei soci». In sostanza, non è il socio che voglia lasciare la società ad avere un potere discrezionale di recesso (e di fare cessare la partecipazione), ma l’assemblea nel suo complesso, che ovviamente delibererà a maggioranza, secondo quanto previsto da legge e statuto. La disposizione segue con una grida manzoniana di 28/10/2015 Per le partecipate «contra legem» incognita valore sulle cessioni obbligate http://www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/print/ABwyt6u/0 2/2 scarso effetto: «Qualunque delibera degli organi amministrativi e di controllo interni alle società oggetto di partecipazione che si ponga in contrasto con le determinazioni assunte e contenute nel piano operativo di razionalizzazione è nulla ed inefficace». Rimane irrisolto, però, il vero problema, ovvero quello del valore della quota. Il tema può essere riassunto così: il Comune ha messo a base della sua procedura un valore di 100. Il Cda prende atto che a 100 le azioni non sono state vendute e propone 10. Potrà il Comune accettare questo importo, stante che la norma precisa che la valutazione è comunque di competenza degli amministratori e visto che contestare la stima in via giudiziale è molto oneroso e che spesso il gioco non vale la candela?

Consolidamento di bilancio

News_1_Consolidamento Da oggi disponibile su GPI Sistema Governance il modulo di consolidamento del bilancio dell’ente che agevola il processo di redazione del bilancio consolidato. Col modulo sarà possibile identificare il perimetro di consolidamento tra le partecipate dell’ente, identificare le elisioni delle poste intragruppo, e introdurre delle voci di rettifica finale per ottenere il bilancio consolidato del gruppo ente locale.