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La manovra sbarca al Senato, solo un terzo dell’Iva coperta nel 2021

Per il 2020 non ci sarà nessun aumento dell’Iva ma già nel 2021 il problema di reperire risorse per sterilizzare gli incrementi delle aliquote si riproporrà sul tavolo del governo come una spada di Damocle. I numeri sono contenuti nella relazione tecnica della legge di Bilancio che inizia oggi il suo iter parlamentare al Senato.

Le diverse microtasse, dalla plastic tax ai prelivi su filti e le cartine, dalla sugar tax alla tassazione per le auto aziendali, contenute nell’attule legge di Bilancio, secondo i calcoli dell’esecutivo Giallorosso, riusciranno a generare gli oltre 23 miliardi di euro che servono per sterilizzare la clausola di salvaguardia condivisa con la Commissione Europea per il prossimo anno. Ma dei 28,753 miliardi che serviranno per annullare le clausole per il 2021 l’attuale Manovra reperisce appena 9,8 miliardi, poco più di un terzo.

Con la legge di Bilancio dell’anno prossimo andranno quindi trovati altri 18,953 miliardi e l’impegno sarà ancora più pesante dal 2022. Dei 28,753 miliardi che serviranno dal 2022 per congelare l’aumento Iva l’attuale Manovra in discussione al Senato copre appena 2,995 miliardi e bisognerà quindi scovare risorse per 25,758 miliardi, più dei 23 miliardi di quest’anno.

Il problema Iva, insomma, è tutt’altro che risolto con la legge di Bilancio di quest’anno e va considerato che alcuni interventi inizieranno a dare il loro contributo solo da metà dell’anno. La plastic tax, per esempio, che vale 1,1 miliardi il prissimo anno e 1,7 miliardi negli anni successivi prevede che il prelievo sia operativo da aprile dello scorso anno con la prima rata riscossa a luglio. Mentre la sugar tax, l’imposta sulle bevande analicoliche (con 234 milioni attesil’anno prossimo) che saliranno a 275 milioni a regime, vedrà i primi versamenti operativi da maggio.

Norme che potrebbero essere in parte riviste durante il passaggio parlamentare ma a patto, ovviamente, di individuare fonti di entrata alternative. Intanto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ha aperto ad alcune modifiche, a partira da un possibile ritocco delle norme sulla pastic tax dopo la reazione negativa dell’industria, magari ampliando le esenzioni. Su un emendamento in tal senso sta già lavorando Italia Viva al Senato, il cui obiettivo è cancellare del tutto nel 2020 il balzello.

Fonte: MilanoFinanza  –  https://www.milanofinanza.it/news/la-manovra-sbarca-al-senato-solo-un-terzo-dell-iva-coperta-nel-2021-201911041145183489